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Una Chiesa samaritana per l’Amazzonia, vicina alle persone e alla natura

Nelle lettera finale del terzo incontro della Chiesa nell’ Amazzonia brasiliana, chiuso ieri a Manaus, 58 vescovi del polmone verde del Pianeta denunciano gli effetti dei grandi progetti di sfruttamento delle risorse: deforestazione, inquinamento delle acque, distruzione delle comunità indigene. La testimonianza di monsignor Ciocca

Cristiane Murray – Manaus / Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

La Chiesa cattolica in Amazzonia è solidale col suo popolo, si prepara con decisione al Sinodo sull’Amazzonia dell’ottobre 2019 e denuncia gli effetti dei grandi progetti di sfruttamento delle risorse naturali, “della deforestazione, delle costanti minacce alla grande foresta amazzonica, alle nostre acque e alla sopravvivenza degli abitanti della regione, specialmente dei popoli tradizionali”. Lo scrivono i 58 vescovi brasiliani che hanno partecipato, dal 20 al 23 agosto a Manaus, al terzo incontro della Chiesa nell’Amazzonia brasiliana, nella lettera conclusiva approvata ieri.

Crescono violenza, traffico di droga e tratta di persone

I vescovi, guidati dal cardinale Claudio Hummes, arcivescovo emerito di San Paolo e presidente della Rete ecclesiale panamazzonica (Repam) e della Commissione speciale per l’Amazzonia della Conferenza episcopale brasiliana, che hanno promosso l’incontro, nella lettera sottolineano anche “le conseguenze del degrado della condizione umana, la crescente violenza, la proliferazione del traffico di droga e la tratta di persone”.

Pastori vicini alle comunità indigene dell’Amazzonia

“Come pastori – proseguono i vescovi brasiliani - ribadiamo la necessità di stare vicini e accompagnare pastoralmente le comunità che hanno il diritto di essere nutrite col pane dell'Eucaristia, della Parola e dei sacramenti. E chiediamo soluzioni diverse e adeguate alle caratteristiche regionali”.

Cura delle persone e protezione di un ambiente unico al mondo

“Con tutti i miei fratelli vescovi – ci dice il vescovo Adriano Ciocca, di origini italiane, prelato territoriale di Sao Félix -   ci siamo impegnati pensare ad una Chiesa che apra nuovi cammini per stare in mezzo alla gente, per poter incarnarsi nel contesto dell’Amazzonia, e per fare una proposta che da una parte preservi e faccia crescere la dimensione umana delle popolazioni che abitano in Amazzonia. E dall’altra che faccia della Chiesa una forza che spinga al rispetto, all’attenzione e alla protezione di questo ambiente eccezionale e unico, che è fondamentale per l’umanità intera”.

Una Chiesa di servizio, samaritana, che accolga i sogni dei poveri

"Sogniamo una Chiesa di servizio , samaritana, capace di accogliere i sogni e le speranze dei poveri di questa terra – ci dice l’ arcivescovo di Porto Velho Roque Paloschi, presidente del Consiglio missionario indigeno - Una Chiesa capace di rispettare le culture, le spiritualità, che sappia valorizzare la presenza delle donne, la presenza dei giovani, degli anziani, una Chiesa che ha il coraggio di stare dalla parte dei poveri e difendere la Creazione con loro. Sogniamo una Chiesa che non si inchini davanti alla potente, ma una Chiesa profetica, che ha una parola da dire in quest'ora di crisi. Abbiamo il dovere di camminare senza paura perché è lo Spirito che ci guida. Tanto sangue versato su questo suolo amazzonico non è stato invano, ma perché la Chiesa non ne perda la memoria ".

Il girotondo dei vescovi a Manaus

Il girotondo dei vescovi per la comunione della Terra

Un momento significativo dei tre giorni di lavori nella casa Maromba, è stato immortalato nel video che vi proponiamo. Tutti i vescovi in cerchio, intorno ad un albero nel cortile della casa, si tengono per mano, ballano e intonano un canto dell’Amazzonia. “Comunione della Terra, che unisce i popoli della foresta e della città – recitano i versi della canzone – canto forte questa canzone che porta la Comunione della terra, nella somma dei diversi cortili”. 

24 agosto 2018, 14:30