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Mons. Frigeni: in Amazzonia progetti per far soldi distruggendo gente e natura

Il vescovo di Parintins all’incontro di Manaus in preparazione del Sinodo panamazzonico dell’ottobre 2019, che si chiude oggi. “La preoccupazione del Papa nella Laudato sì deve diventare la nostra: amare questa natura che Dio ha fatto a servizio dell’uomo”

Cristiane Murray – Manaus / Alessandro Di Bussolo - Città del Vaticano

“Noi vescovi dell’Amazzonia, ma anche tutti i laici che vivono qui, dobbiamo renderci conto che ci sono grandissimi progetti di distruzione dell’ambiente per i soldi che si possono fare, e non c’è invece attenzione per la gente dell’Amazzonia e per la natura, come denuncia Papa Francesco nella Laudato Sì”. Lo sottolinea mons. Giuliano Frigeni, vescovo di Parintins, missionario del Pime, uno dei 58 vescovi brasiliani protagonisti del terzo incontro della Chiesa cattolica in Amazzonia che si chiude oggi a Manaus.

“Stiamo aprendo gli occhi su tutti i problemi dell’Amazzonia”

Temi principali dell’incontro, promosso dalla Rete ecclesiale panamazzonica (Repam) e dalla Commissione speciale per l’Amazzonia della Conferenza episcopale brasiliana, la questione ambientale e il Sinodo per la regione amazzonica convocato da Papa Francesco per ottobre del 2019. “Tutti gli incontri che stiamo facendo per preparare questo Sinodo – ci dice mons. Frigeni -  sono come delle finestre che ci fanno vedere i problemi reali dell’Amazzonia, che non sono soltanto quelli delle nostre diocesi”.

Lo sviluppo non dev’essere veloce, se questo distrugge l’ambiente

Parintins è una regione di 64mila chilometri quadrati, con una popolazione di 200mila abitanti sparsi in cinque municipi, comprende 450 comunità e 70 villaggi indigeni lungo fiumi, laghi e foreste. “C’è una sintonia profonda tra il nostro vivere quotidiano, il nostro lavoro e il modo di usare i beni naturali che ci sono, di usare anche le tecnologie, ma con un cammino molto più lento, non con questa velocità, e questa presunzione di arricchire il Brasile o l’Amazzonia con miliardi e miliardi di dollari prodotti distruggendo le persone e la foresta”.

Lavoro sul documento preparatorio del Sinodo

Nel corso dell’incontro, che si è aperto il 20 agosto, il card. Claudio Hummes, arcivescovo emerito di San Paolo e presidente del Repam e della Commissione speciale per l’Amazzonia, insieme ai membri brasiliani del Consiglio pre-sinodale, hanno presentato e analizzato con i vescovi brasiliani il documento preparatorio del Sinodo.   “Il Sinodo – chiarisce ancora monsignor Frigeni - ci rimette tutti in cammino, non per sognare di tornare con la canoa a pescare il proprio pesciolino, ma per capire che ci sono dei progetti così grandi, così maestosi in Brasile e anche nei nove Paesi che hanno un’area amazzonica,  e renderci conto che la preoccupazione del Papa deve diventare la nostra preoccupazione: amare questa natura che Dio ha fatto a servizio dell’uomo”.

23 agosto 2018, 13:02