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Vescovi del Venezuela: il popolo si sta svegliando

Le parole di monsignor José Luis Azuaje Ayala, arcivescovo eletto di Maracaibo, presidente della Conferenza episcopale venezuelana, all'apertura, sabato scorso, della Assemblea plenaria

Salvatore Tropea – Città del Vaticano

Il popolo venezuelano “inizia a parlare”, e ogni giorno sempre di più “alza la sua voce”, perché c’è “un altro Venezuela che si sta svegliando poco a poco”. È uno dei passaggi pronunciati da monsignor José Luis Azuaje Ayala, arcivescovo eletto di Maracaibo e presidente della Conferenza episcopale venezuelana (Cev), durante l’apertura dell’Assemblea plenaria dei vescovi del Paese sudamericano, sabato scorso. I vescovi venezuelani sono riuniti a Caracas fino a mercoledì prossimo.

Un Paese con troppi dubbi e poche certezze

Come consuetudine, la relazione del presidente della Cev ha dapprima rivolto lo sguardo alla realtà ecclesiale, non solo del Paese, e si è concentrata nella seconda parte sulla realtà sociale. Mons. Azuaje ha ribadito la preoccupazione dei vescovi per la situazione politica ed economica che sta vivendo il Paese, dopo le elezioni presidenziali "che hanno suscitato più dubbi che certezze" ha affermato il presidente della Cev. "Nella situazione in cui si trova il Paese - ha sottolineato - il popolo si fa alcune domande e spesso sentiamo fare questa affermazione: viviamo senza speranza in una situazione ingiusta che ci affoga”. Le elezioni presidenziali, la cui legittimità è stata contestata da parte della comunità internazionale, hanno visto la conferma di Nicolàs Maduro lo scorso 20 maggio. Alle urne il presidente socialista ha raccolto oltre il 67% delle preferenze, ma l'opposizione gli ha contestato brogli. Anche sulla affluenza pareri discordi: 46% secondo il governo, tra il 20 e il 30 secondo altre fonti.

Fondamentale ricostruire la società civile

“Come cittadino – ha proseguito mons. Azuaje – mi metto a pensare alle opportunità di sviluppo che sono state perse in questo Paese da un lato di fronte al radicarsi di un modello politico totalitario” e, dall’altro, di fronte a “un’opposizione frammentata, caratterizzata da progetti individuali che puntano alla conquista del potere senza un progetto complessivo per il Paese”. Tuttavia, si colgono appunto i segnali di un risveglio popolare, da parte della “maggioranza che si è sentita ingannata, ma che ogni giorno diventa più cosciente della sua situazione”. Mons. Azuaje ha quindi spiegato che “è fondamentale ricostruire la società civile e il suo ruolo di guida, non solo a partire dai vertici, ma soprattutto dalle basi della società”.

L’amore vince sulle ideologie perverse

L’arcivescovo eletto di Maracaibo ha anche ribadito di non perdere le speranze, perché il potere di Dio è sempre forte, e ha citato su questo aspetto Giovanni Paolo II, precisando che “l’amore vince sempre, quell’amore che sta inchiodato nella Croce e nei Crocifissi”.

09 luglio 2018, 11:51