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Peru’, corruzione: i vescovi invocano “riforme strutturali”

Il comunicato dei vescovi peruviani su casi di corruzione che coinvolgerebbero la magistratura

Un nuovo scandalo investe la vita istituzionale e politica peruviana: alcuni audio diffusi attraverso la stampa, in cui si parla di scambi di favori, raccomandazioni, pressioni su inchieste in corso, inchioderebbero tre membri del Consiglio Nazionale della magistratura (Cnm), il massimo organo del potere giudiziario, e due giudici. Sulle polemiche è intervenuta ieri, con un comunicato, ripreso dall’Agenzia Sir, la presidenza della Conferenza episcopale peruviana (Cep), guidata dall’arcivescovo di Trujillo, mons. Miguel Cabrejos Vidarte. Oggi è previsto, inoltre, l'incontro nella sede del palazzo del governo tra il presidente della Conferenza episcopale peruviana, insieme ai cardinali Juan Luis Cipriani Thorme e Pedro Barreto Jimeno, con il presidente della Repubblica, Martín Vizcarra Cornejo. Papa Francesco incontrando lo scorso 19 gennaio a Lima le autorità, la società civile e il corpo diplomatico aveva pronunciato queste parole sulla corruzione: "Quanto male procura ai nostri popoli latinoamericani e alle democrazie di questo benedetto continente tale 'virus' sociale, un fenomeno che infetta tutto, e i poveri e la madre terra sono i più danneggiati. 

Salvaguardare la morale del Paese

“Nell’ambito di una corresponsabilità istituzionale e morale, e per rispetto dei buoni magistrati – scrivono i vescovi precisando di parlare come Pastori e cittadini – tutti abbiamo il diritto di sapere se quello che rivelano gli audio che riguardano i membri del Consiglio Nazionale della Magistratura e del potere giudiziario sono un’eccezione o rivelano quello che accade generalmente nel nostro sistema giudiziario”. Secondo la presidenza della Cep, “non si tratta di segnalare l’uno o l’altro magistrato, ma di salvaguardare le istituzioni e la riserva morale del nostro Paese. Se non si chiariscono i fatti, la nostra cittadinanza perderà la fiducia e il rispetto per le autorità giudiziarie e per le rispettive istituzioni, con risultati nefasti per la convivenza democratica del nostro Paese”.

Sì alla riforma del potere giudiziario

Per i vescovi, “la situazione attuale richiede cambiamenti strutturali che i cittadini attendono da molti decenni. Il compito dovrebbe essere quello di garantire che i membri del Cnm siano professionisti inoppugnabili e indiscutibili, e anche di migliorare il processo di selezione dei giudici e dei pubblici ministeri”. In tale contesto, “appoggiamo le proposte di riforma del potere giudiziario e, in particolare, quella espressa dal presidente della Repubblica. La Chiesa sarà sempre disposta a collaborare per il Paese”.

12 luglio 2018, 11:14