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Bimbo Women's Prison, l'unico carcere femminile della Repubblica Centrafricana che detiene prigioniere accusate di stregoneria Bimbo Women's Prison, l'unico carcere femminile della Repubblica Centrafricana che detiene prigioniere accusate di stregoneria   (AFP or licensors)

Centrafrica: accuse di stregoneria per giustizia sommaria

I vescovi centrafricani si sono riuniti nei giorni scorsi a Berbérati per l' assemblea plenaria dedicata alla crisi socio-politica del Paese e alla preoccupante recrudescenza di casi di giustizia sommaria contro persone accusate di stregoneria

Lisa Zengarini - Città del Vaticano

La guerra che dal 2013 insanguina il Paese africano e la debolezza dello Stato centrale hanno creato un terreno favorevole per episodi di giustizia sommaria contro persone accusate di stregoneria come già denunciato nel 2015, da un rapporto dell’Onu. La recrudescenza del problema preoccupa i vescovi centrafricani che a questo tema, oltre che all’irrisolta crisi politica nel Paese, hanno dedicato la loro recente assemblea plenaria che si è conclusa in questi giorni a Berbérati.

Ferma condanna di un fenomeno che semina paura e morte

Nel messaggio finale, i presuli hanno ribadito la loro ferma condanna nei confronti di questo “insidioso fenomeno che semina paura, sospetto, diffidenza, desolazione, fa fuggire i giovani dai villaggi, divide le famiglie e le comunità, frena lo sviluppo del Paese e porta alla morte”. In un documento pastorale pubblicato nel 1997 dal titolo “La verità vi renderà liberi”, la Conferenza episcopale centrafricana (Ceca) definiva questa piaga retaggio di “un mondo che non esiste più”, osservando come la recrudescenza delle accuse di stregoneria fosse legata alla situazione di grande instabilità economica e politica del PaeseAllo stesso.

Guerra e caccia alle streghe 

Allo stesso modo, oggi la Conferenza Episcopale Centrafricana evidenzia come la grave crisi che mina il Paese dal 2013 stia spingendo sempre più persone a farsi giustizia da sé, una giustizia spesso motivata da gelosie, odi o rivalità politiche. I presuli ricordano la sorte disumana riservata alle vittime: “Quando qualcuno è accusato di stregoneria, è perseguitato, umiliato, torturato e linciato a morte. Alcuni sono persino seppelliti vivi dopo avere subito ogni sorta di sevizia”.

Un fenomeno radicato nel Paese

Come nel documento del 1997, i vescovi ribadiscono che superstizione e stregonerie sono radicate in molte culture africane in quanto unica "spiegazione" per ciò che di male può accadere nella vita delle persone. "Queste vicende -  affermano ancora una volta - hanno in realtà a che fare con la fragilità della vita umana e non con i malefici".

La superstizione anche tra i cristiani 

A preoccupare l’episcopato centrafricano è che tali credenze e pratiche sono diffuse anche tra i cristiani che così “tradiscono la loro fede”. A questi, i presuli ricordano che per un vero cristiano la salvezza e l’unico rimedio contro il male è “la fede in Gesù Cristo, Figlio di Dio, Vincitore della morte e delle tenebre”. Lottare contro la stregoneria, ribadiscono ancora una volta, è possibile con la preghiera, l'amore e il perdono.

02 luglio 2018, 16:11