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Monastero di San Benedetto a Subiaco Monastero di San Benedetto a Subiaco 

Il card. Bassetti: san Benedetto ci insegna a vedere Cristo stesso nell'ospite

Capacità di accoglienza e fedeltà ai valori cristiani: il card. Gualtiero Bassetti ne ha parlato oggi in riferimento all’Europa durante la Messa presieduta, per la festa di san Benedetto, nella Basilica abbaziale di San Miniato al Monte, Firenze.

Adriana Masotti - Città del Vaticano

Occasione della celebrazione eucaristica di questa mattina, nella Basilica di San Miniato al Monte, è l’odierna festa di San Benedetto, ma anche i mille anni dalla fondazione di quel monastero.  A presiedere la Messa il presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti. Fu il vescovo fiorentino Ildebrando ad affidare il luogo sacro ai monaci benedettini, i quali, ha sottolineato il cardinale nella sua omelia, “da allora, lo custodiscono con amore e con il fervore spirituale che da sempre li anima”.

Le scelte di vita sempre attuali di san Benedetto

Distacco dalle ricchezze e dalle cose del mondo, ricerca della sapienza da cui derivano i valori di equità e di rettitudine, attenzione al prossimo in modo particolare attraverso l’accoglienza.
Questi i tratti della vita di san Benedetto che il card. Bassetti sottolinea prendendo spunto dalle letture di oggi e dagli scritti di San Gregorio Magno che, di san Benedetto racconta: ‘nato di nobile famiglia nella regione di Norcia’ egli, ‘se l’avesse voluto, avrebbe potuto largamente godere gli svaghi del mondo, ma egli li disprezzò come fiori seccati e svaniti’.

“Come san Pietro chi sceglie il Signore – afferma il card. Bassetti - deve lasciare molte cose. Ma ciò che viene lasciato, sottolinea Gesù, è restituito con il centuplo! Il santo di Norcia, seguendo Cristo, trovò una nuova casa, una nuova famiglia, e soprattutto, lui che aveva anche abbandonato gli studi mondani, divenne per l’Italia e per tutta l’Europa, grazie alla fondazione dei monasteri e delle scuole monastiche, il centro propulsore della cultura cristiana”.

I valori cristiani portano ai popoli la pace 

Nel Vangelo Gesù usa la parola ‘giudicare’ con il significato di ‘governare’ e il porporato prende spunto da questo per sottolineare il valore determinante che la cultura svolge per l’annuncio cristiano e per richiamare la necessità per l’Europa, di cui san Benedetto è patrono, di rimanere ancorata ai valori cristiani ”gli unici capaci di governare davvero i popoli verso la pace e il bene”.

L'ospite: da nemico a fratello

San Benedetto, prosegue il presidente della Cei, insisteva molto sull’ospitalità e sull’accoglienza in un tempo in cui di accoglienza c'era tanto bisogno. Ai monaci raccomandava infatti di non vedere nell’ospite un pericolo, ma di accoglierlo come Cristo stesso.
E spiega che la parola ospite nella lingua latina, hospes, si associa a un’altra parola, hostis, che significa nemico e cita il card. Gianfranco Ravasi, secondo cui ‘la civiltà ha fatto un passo decisivo, forse il passo decisivo per eccellenza, il giorno in cui lo straniero, da nemico (hostis), è divenuto ospite (hospes)’. “Queste parole, dice il card. Bassetti, valgono ancora, e forse soprattutto, oggi”.

La profezia della famiglia benedettina 

Il presidente dei vescovi italiani conclude la sua omelia con un’invocazione al Signore perché “benedica e protegga sempre la famiglia benedettina, in Italia e in Europa” e la renda “profezia di un mondo nuovo, in cui l’amore e la fraternità saranno legge a tutti gli uomini”.

11 luglio 2018, 12:18