Cerca

Vatican News

Monsignor Pizzaballa: “Gerusalemme imprescindibile per tutti”

L' Amministratore del Patriarcato latino di Gerusalemme all'incontro "Vivere la Terra Santa": “Il trasferimento dell’ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme - assicura - non ha modificato la situazione della Chiesa in Medio Oriente”, ma "ha profondamente segnato la vita politica".

Luisa Urbani – Città del Vaticano

“Il trasferimento dell’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme non ha modificato la situazione della Chiesa in Medio Oriente”. Lo assicura monsignor Pierbattista Pizzaballa, amministratore del Patriarcato latino di Gerusalemme, durante la conferenza stampa indetta nell’ambito del convegno "Vivere la Terra Santa" e promosso dall’associazione "Amici di Saxum Italia". Secondo il presule, però, “la decisione degli Stati Uniti ha profondamente segnato la vita politica del Medio Oriente. Questa scelta, da un punto di vista politico, ha azzerato ogni rapporto tra israeliani e palestinesi. A complicare lo scenario - prosegue l' arcivescovo Pizzaballa - è anche la situazione di conflitto dell’intero scacchiere regionale, come dimostrano anche gli scontri a Gaza”.

La striscia di Gaza: “situazione disperata”

Monsignor Pizzaballa, da oltre 30 anni in Terra Santa, racconta che “negli anni, questa terra ha conosciuto alti e bassi". Dal punto di vista economico, la condizione degli israeliani è certamente migliorata. Per i palestinesi, invece, la loro economia resta fragilissima: la situazione nella striscia di Gaza è disperata. "Finché non ci sarà una vita ordinata e pacifica per tutti, la Terra Santa non potrà conoscere uno sviluppo sereno”.

Servono nuove strade

“Il modello negoziale del passato non esiste più". Secondo l' ’amministratore apostolico, bisogna trovare nuovi canali di dialogo. "Quali siano questi nuovi modelli - prosegue - è difficile dirlo perché non c’è nessuna intenzione di dialogo. La soluzione due popoli due stati - spiega - sarebbe quella ideale , è evidente che la spinta al negoziato nata dagli accordi di Oslo si è esaurita”.

L’ incontro ecumenico a Bari

L' arcivescovo sottolinea come anche la Chiesa, “cui non spetta offrire soluzioni politiche"  debba trovare nuovi linguaggi per promuovere la pace. "Per questo motivo - osserva  -  la giornata di preghiera per la pace in Medio Oriente, che si terrà a Bari, sarà importante perché unisce tutte le diverse anime cristiane del Medio Oriente”.

Gerusalemme: “simbolo religioso imprescindibile per tutti”

"Non dimentichiamo - aggiunge - che noi pastori non dobbiamo elaborare teorie, ma dobbiamo dire una parola chiara anche di speranza alla nostra gente; questo credo sia lo scopo principale". Secondo il presule, la Chiesa ha il compito richiamare il proprio gregge a guardare sempre con maggiore attenzione la piccola comunità di Gerusalemme.  Il simbolo che viene attribuito a  questa città, non può essere ridotto solo a sovranità tra un Paese o l’altro ma è un simbolo religioso imprescindibile per tutti. 

L’ accordo tra Israele e Santa Sede

“Posso dire che tutti i punti sono stati ormai discussi e mi pare di capire che c’è un clima di forte volontà di chiudere” dichiara poi monsignor Pierbattista Pizzaballa, a proposito dello stato del negoziato tra Israele e Santa Sede sulle questioni economiche e finanziarie legate all'Accordo fondamentale tra i due stati.

L’ ecumenismo in Terra Santa

Tra i molti temi trattati nel corso della conferenza stampa, anche quello dell’ecumenesimo in Terra Santa. Secondo il presule, ci troviamo in un tempo molto bello: "Non siamo alla pace liturgica, ma stiamo vivendo una convivenza umana molto positiva grazie anche a nuove generazioni di leadership cristiane”.

09 giugno 2018, 17:33