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La Lunga notte delle chiese: un’idea per avvicinare la comunità

Questa sera 8 giugno nessun sagrestano chiuderà le porte della propria chiesa e molti edifici di culto resteranno a disposizione di tutti per una notte all'insegna dell’arte e della fede

Luisa Urbani – Città del Vaticano

40 chiese, 7 regioni e 2 continenti. Sono questi i numeri della terza edizione de “La Lunga notte delle chiese”. Si tratta della prima notte bianca dei luoghi di culto in cui si fondono musica, arte, cultura, teatro e danza. Si potrà sostare in preghiera, seguire una visita guidata alla scoperta dei tesori artistici o delle caratteristiche architettoniche, ascoltare musica o assistere a uno spettacolo teatrale. Tutto in chiave di riflessione e spiritualità. Saranno ben 16 le diocesi italiane che questa sera resteranno aperte per tutta la notte. Dal Veneto alla Sicilia, passando per l’Umbria.

Come nasce l’iniziativa

La manifestazione, che gode del patrocinio del Pontificio Consiglio per la Cultura e del Ministero dei beni culturali, e della collaborazione delle diocesi italiane, nasce grazie al lavoro dell’associazione BellunoLaNotte. “L’idea – spiega Stefano Casagrande, presidente dell’associazione - si ispira al progetto già attuato con successo della Lange Nacht der Kirchen che si svolge in Austria da oltre 10 anni. (Ascolta l'intervista agli organizzatori dell'evento "La Lunga notte delle chiese")

La prima edizione

"Due anni fa ho pensato – prosegue Casagrande - di portare questa idea a Belluno. Il primo anno – spiega - ho coinvolto solo quattro chiese del centro della città, poi, dato il successo della prima edizione ho esteso l’invito a tutta la diocesi. Quest’anno sono molte le parrocchie che hanno aderito, coinvolgendo i propri gruppi associativi e risorse del territorio. Un grande balzo in avanti rispetto alla prima edizione”.

Scoprire la Chiesa

“L’obiettivo – illustra il presidente dell’associazione - è quello di coinvolgere la Chiesa nella vita sociale della città, per dare un segno di contemporaneità e di presenza nella comunità”. La Lunga notte si rivela un modo per far conoscere soprattutto cosa è la Chiesa cattolica e il suo ruolo nella società, per rimarcare che le chiese sono chiamate a costruire convivenza pacifica e dialogo. È un’occasione – prosegue - per vedere la Chiesa come luogo di accoglienza. È poi anche un’opportunità per la Chiesa stessa di potersi esprimere in diverse forme, di avvicinare le persone attraverso l’arte e la cultura”.

Una rete di accoglienza in tutto il mondo

Un obiettivo che riguarda non solo l’Italia, ma anche l’estero. La sorpresa di quest’anno è infatti l’adesione di alcune parrocchie del Sud America. “Così – spiega Casagrande - tantissime piccole luci si accenderanno, simbolicamente, nella notte, a testimoniare l’unione dei luoghi di culto nel mondo, creando una rete di accoglienza globale.

Caltagirone alla scoperta della chiesa di S. Bonaventura

Ad aderire alla maratona notturna, sarà anche la diocesi di Caltagirone con l’apertura straordinaria della chiesa di San Bonaventura. “ È un progetto che si colloca in quella che Papa Francesco definisce Chiesa in uscita – spiega don Fabio Raimondi, direttore del Museo diocesano - di fatto l’aprire in condizioni diverse la chiesa ci permette di dare una maggiore fruibilità alla gente che desidera vederla. È un modo innovativo per avvicinare molti alla Chiesa e interagire con loro. Un’interazione – prosegue - non solo a livello religioso, ma anche artistico e culturale. Mosse dalla semplice curiosità, le persone possono comprendere delle cose che dall’esterno non riescono a percepire e magari si rendono conto che, in realtà, la Chiesa è una comunità accogliente, ospitale e aperta a tutti”. 

08 giugno 2018, 09:00