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Brasile, mons. Giovenale: si fermi lo sfruttamento indiscriminato

Il vescovo di Santarem si sofferma sul Documento preparatorio dell'Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per la Regione Panamazzonica, in programma nel mese di ottobre del 2019 e incentrato sul tema “Amazzonia: nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale”

Antonella Palermo - Città del Vaticano

"Lo abbiamo accolto con molta allegria; i nostri desideri e le sfide che dobbiamo affrontare sono stati ritratti molto fedelmente". Così mons. Flavio Giovenale, vescovo di Santarem, in Brasile, commenta i contenuti del Documento preparatorio diffuso ieri in vista dell'Assemblea Speciale per la regione panamazzonica. Nell'intervista di Antonella Palermo il presule - salesiano di origini piemontesi, in Brasile da oltre quarant'anni - descrive le diverse modalità di sfruttamento indiscriminato di questi territori, ricchi di legname e di minerali preziosi, compreso uno 'sfruttamento culturale' in virtù del quale i popoli indigeni vengono privati della loro dignità e derubricati a dei clown. (Ascolta l'intervista con mons. Flavio Giovenale, vescovo di Santarem)

Chiesa impegnata nel promuovere lo sviluppo umano integrale

"Da molti anni qui la Chiesa cerca di promuovere un'azione che tenga conto dello sviluppo umano integrale di cui parla il Papa", spiega mons. Giovenale, precisando che il rapporto uomo-natura non può essere scisso per alcuna ragione. A tal proposito, mette in guardia anche dal rischio in cui spesso incorrono alcuni movimenti ecologisti che tutelano la natura fatta di animali e piante, ma escludono paradossalmente l'uomo. Elogia, invece, il messaggio degli astronauti che ieri hanno incontrato il Papa in Vaticano: se noi distruggiamo la natura, distruggiamo noi stessi. In riferimento alla vastità della Regione - con una media di un sacerdote ogni 5.500 chilometri quadrati, come se in tutta Italia ci fossero una trentina di preti - mons. Giovenale conclude sulla ricerca che le Chiese locali stanno conducendo per evangelizzare anche le zone più inaccessibili, pur nel rispetto della scelta di isolamento di diverse comunità. 

09 giugno 2018, 15:25