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Nicaragua: la commissione del Dialogo nazionale Nicaragua: la commissione del Dialogo nazionale  (AFP or licensors)

Nicaragua: minacce di morte al vescovo impegnato nel Dialogo nazionale

Per i vescovi del Paese le minacce e le diffamazioni denunciate contro mons. Silvio Báez Ortega giungono attraverso “attacchi del governo, orchestrati per mezzo di giornalisti e media statali e mediante utenti falsi od occulti nelle reti social

“Ci troviamo nell'urgente necessità di informare il nostro popolo circa la campagna per screditare vescovi e sacerdoti e le minacce di morte di cui siamo oggetto, e in particolare il nostro buon fratello mons. Silvio Báez Ortega, vescovo ausiliare di Managua”: lo rende noto la Conferenza episcopale del Nicaragua (Cen) in un comunicato pervenuto all'Agenzia Fides.

Chi attacca il vescovo o un sacerdote, attacca la Chiesa

Tali attacchi avvengono mentre si svolgono i colloqui del “Dialogo nazionale” - ai quali partecipa mons. Báez - convocati dalla Chiesa nel tentativo di mediare tra il Governo e le parti sociali, dopo circa un mese di proteste che hanno provocato la morte di almeno 76 persone e il ferimento di 868. “Ricordiamo agli aggressori che siamo un corpo unico”, avverte la Cen, “se si attacca un vescovo o un sacerdote si attacca la Chiesa: non rinunceremo ad accompagnare in quest'ora decisiva il popolo nicaraguense che sotto il bianco e il blu della nostra bandiera è uscito nelle piazze per reclamare i suoi legittimi diritti”.

Mons. Báez Ortega: non mi piegheranno né mi costringeranno al silenzio

In questo frangente, uno dei più critici della storia del Paese del centramerica, i vescovi stigmatizzano la “cruda repressione del Governo, che cerca di evadere la sua responsabilità come principale attore delle aggressioni”. Nell'esercizio del “ministero profetico che denuncia ed annuncia” e “come mediatori e testimoni del dialogo nazionale”, scrivono i vescovi, “siamo chiamati a proporre e promuovere tutte le vie possibili” per la democratizzazione della nazione, e pertanto “è nostro sacro dovere pronunciare la Parola Vera che ci farà liberi”. Da parte sua, mons. Báez Ortega ha affermato via twitter: “Coloro che mi insultano e mi calunniano e vogliono persino la mia morte, sappiano che non ho paura e che non mi piegheranno né mi costringeranno al silenzio. La mia fedeltà a Gesù Cristo e il mio amore al popolo del Nicaragua sono più solidi che mai”. (S.M. - Agenzia Fides)

 

23 maggio 2018, 13:00