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L’incontro tra la delegazione Comece-Kek e la presidenza bulgara L’incontro tra la delegazione Comece-Kek e la presidenza bulgara 

Ue: l’incontro tra Chiese europee e la presidenza bulgara

Si è svolta, ieri a Sofia, la tradizionale riunione tra i responsabili delle Chiese europee e la presidenza bulgara del Consiglio dei ministri dell’Unione Europea. Il commento di Bogdan Patashev, segretario generale della Conferenza episcopale cattolica bulgara

Luisa Urbani – Città del Vaticano


“L’unione fa la forza”. È questo il motto scelto dalla Bulgaria per la presidenza del Consiglio dell’Unione Europea. Ed è proprio sull’onda di questo slogan che si è svolto ieri l’ incontro tra i responsabili delle Chiese europee e la presidenza di rotazione dell’Unione europea, che in questo semestre è appunto la Bulgaria.

La riunione nella capitale bulgara

Il meeting tra i responsabili delle Chiese europee e la presidenza del Consiglio dei ministri dell’Unione Europea, è una riunione che tradizionalmente la Commissione degli episcopati della comunità europea (Comece) e la Conferenza delle Chiese europee (Kek) organizzano in occasione delle presidenze di rotazione dell’Unione Europea. Scopo di questi incontri è creare una collaborazione sulle priorità della presidenza in corso e le rispettive prospettive delle chiese in Europa. I responsabili della Kek, che raccoglie chiese anglicane, evangeliche, ortodosse, veterocattoliche, e della Comece si sono incontrati nella capitale bulgara Sofia, dove sono stati accolti da Ekaterina Zaharieva, vice primo ministro e ministro degli Esteri bulgaro. Come riferisce l’Agenzia SIR, la delegazione della Kek è stata guidata dall’ortodosso Heikki Huttunen, segretario generale, mentre quella della Comece è stata presieduta dal presidente dei vescovi bulgari, mons. Christo Proykov. Presente all’incontro anche Bogdan Patashev, segretario generale della Conferenza episcopale cattolica bulgara.

I temi affrontanti

Il futuro dell’Europa e dei giovani, Balcani occidentali, sicurezza e stabilità, economia digitale. Sono questi i temi trattati nella riunione. Temi che coincidono proprio con i quattro settori chiave su cui si sta concentrando la presidenza nel suo semestre. “L’incontro – spiega Parashev - è stato una sorta di commento, dal punto di vista della dottrina sociale della chiesa cattolica cristiana, sui quattro temi della presidenza bulgara. Noi cristiani abbiamo spiegato come concepiamo queste tematiche attraverso un giudizio senza elogi e senza troppe riserve”.

Un incontro per ripristinare il dialogo tra Chiesa e istituzioni

“L’incontro è stato fondamentale per ricostruire un dialogo tra la chiesa e il governo bulgaro. - racconta il segretario generale della Conferenza episcopale cattolica bulgara – È importante riattivare questo dialogo perché la Bulgaria è un paese dell’ex blocco sovietico, quindi ex comunista ed ateo. Qui, nonostante siano passati 27 anni dalla caduta del comunismo, la chiesa è ancora alla ricerca del suo posto nel dialogo con le istituzioni”.

La vita dei cristiani cattolici in Bulgaria

Nonostante questo retaggio del passato che ancora fatica ad essere eliminato, Bogdan Patashev sottolinea che in Bulgaria c’è piena libertà d’espressione e di culto. “Si vive una buona libertà religiosa sia per i cattolici che per le altre religioni. Però, nell’apparato amministrativo permane un eredità del regime che ogni tanto si fa sentire rendendo le istituzioni incapaci di trattare con la chiesa. In questo senso – prosegue il segretario - c’è ancora del lavoro da fare. E su questo l’incontro è stato molto positivo perché si è cercato di dare insieme delle risposte al problema”.

La legge sui culti

Parlando di libertà di culto, Bogdan Patashev, racconta che durante la riunione si è anche discusso delle prossime modifiche alla legge sulla libertà di culto. Cambiamenti che destano non poche preoccupazioni per i cristiani. “Lo Stato vorrebbe apportare delle modifiche, a nostro avviso, poco democratiche. Secondo la legge – illustra il segretario - i finanziamenti statali verranno assegnati solo agli ortodossi e ai musulmani, in quanto maggioranze religiose. Nessun contributo è previsto per le altre religioni”.

Un auspicio per il futuro

“Che il mondo politico non si limiti a mandare solo messaggi, ma diventi una guida nel senso della riconciliazione”. È questo il messaggio che vuole lasciare il segretario per il futuro del suo paese. Una riconciliazione che riguarda soprattutto i giovani e i paesi dei Balcani occidentali perché, come racconta il segretario: “Ci siamo fatti una promessa. Tutte le chiese, i governi Balcani occidentali e il governo bulgaro creeranno un campo estivo in Bulgaria per i ragazzi di tutte le religioni. Lo scopo è offrirgli un luogo dove ritrovarsi e discutere su questi stessi temi. È un modo per dare seguito a questo incontro”.

Ascolta l'intervista a Bogdan Patashev

 

09 maggio 2018, 13:47