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I Presidenti delle due Coree a colloquio a Panmunjom I Presidenti delle due Coree a colloquio a Panmunjom  (ANSA)

Tra le due Coree è 'esplosa' la speranza

Primi passi concreti tra le due Coree dopo lo storico l’incontro di venerdì tra i Presidenti delle due Coree nel villaggio di confine di Panmunjom. L’auspicio e la preghiera di Papa Francesco al Regina Coeli di ieri. Le sfide per la Chiesa di Seoul e la gioia dei coreani

Roberto Piermarini - Città del Vaticano

Come riferisce l’Agenzia AsiaNews Seoul smantella gli altoparlanti con cui diffondeva propaganda anti-Pyongyang. La Corea del Nord riporta il fuso orario mezz’ora avanti, al pari con il Sud. Kim Jong-un ha promesso di chiudere il principale sito di test nucleare, aprendo la supervisione a esperti e giornalisti sudcoreani e Usa. Continua il fermento diplomatico: ministro cinese degli Esteri a Pyongyang, attesa per il summit Usa-Corea del Nord e spiragli di apertura per un colloquio con il Giappone.

Preghiera del Papa per la pace in Corea e nel mondo

Ieri al Regina Coeli in piazza san Pietro, l’auspicio e la preghiera di Papa Francesco per il “coraggioso impegno assunto dai Leader delle due Parti a realizzare un percorso di dialogo sincero per una Penisola Coreana libera dalle armi nucleari. Prego il Signore – ha sottolineato - perché le speranza di un futuro di pace e più fraterna amicizia non siano deluse, e perché la collaborazione possa proseguire portando frutti di bene per l’amato popolo coreano e per il mondo intero”.

Per l’arcivescovo di Seoul c’è ancora molta strada da fare

Alla Radio cattolica di Seoul il card. Andrew Yeom Soo-jung, arcivescovo della capitale e amministratore apostolico di Pyongyang ha detto che "il vertice è davvero un primo passo importante per stabilire una comunità di pace, ma abbiamo ancora molta strada da fare". Il porporato ha poi affermato che organizzerà una riunione delle famiglie separate tra le due Coree. “Inizialmente erano circa 130.000 i membri di queste famiglie ma molti in questi lunghi anni sono morti. I sopravvissuti sono circa 57.000 (di età compresa tra i 70 e i 90 anni)". Il card. Yeom Soo-jung ha poi aggiunto che la Chiesa coreana ha realizzato diversi progetti per sostenere il Nord e che per 23 anni, la sua arcidiocesi ha celebrato la Messa ogni martedì alle 19.00 nella cattedrale di Myeongdong per pregare per la pace nella penisola coreana. “Abbiamo anche lanciato il movimento di preghiera ‘Remember the Parishes of the North’ per ricordare le 57 parrocchie e i 5.200 cattolici nella Corea del Nord". Infine il porporato ha ricordato che "L'anno scorso abbiamo celebrato il 90° anniversario della diocesi di Pyongyang ma anche se sono l'amministratore di Pyongyang, non ho mai messo piede lì".

Il gioia a Seoul e le sfide per la Chiesa

In un’intervista telefonica da Seoul, il padre missionario italiano Vincenzo Bordo afferma al microfono di Antonella Palermo che il processo di pace e di riconciliazione è ancora lungo però la direzione è giusta ed a questo punto sarà difficile tornare indietro. “L’atmosfera è cambiata: è esplosa la speranza - osserva il religioso - e quando scoppia la pace tutti sono vincitori”. Il missionario sottolinea che nei coreani oggi c’è gioia, ottimismo, entusiasmo e sorpresa perché la Corea per 2000 anni è stata una sola nazione, è un solo popolo, parla la stessa lingua ed ha una sola cultura. Ma è stata separata da una Guerra fredda innaturale. A livello ecclesiale spiega padre Bordo, si apre un orizzonte completamente nuovo e la Chiesa deve fare ora scelte coraggiose. E’ una sfida nuova per la pastorale in una Paese nordcoreano povero e che non conosce il nome di Gesù. 

Ascolta l'intervista a Padre Bordo
30 aprile 2018, 11:47