Versione Beta

Cerca

Vatican News
Cristiani in Pakistan Cristiani in Pakistan  (ANSA)

Pakistan: cristiani pregano per vittime dell'intolleranza religiosa

La Chiesa invita a pregare per la pace e per tutte le vittime dell’intolleranza religiosa. Nel Paese allarmante aumento di episodi violenti contro i cristiani

Vivere un giorno di preghiera e lutto per tutte le vittime dell'intolleranza religiosa, della violenza e per la pace e l'armonia in Pakistan: con questo spirito l'arcivescovo Joseph Arshad, presidente della Conferenza episcopale cattolica del Pakistan e a capo della Commissione nazionale “Giustizia e Pace” (Ncjp), ha invitato tutti i battezzati a osservare oggi una speciale preghiera per la pace.

Gli episodi di intolleranza religiosa

"Negli ultimi mesi - rileva la nota inviata a Fides dall’arcivescovo – abbiamo assistito ad un allarmante aumento di episodi violenti di intolleranza ed estremismo nel nostro paese. Alcuni degli incidenti più recenti includono l'attacco suicida alla Bethel Memorial Methodist Church a Quetta, il trattamento inumano di Patras e Sajid Masih, il brutale omicidio di Suneel Masih nell’ospedale di Lahore, gli episodi di uccisioni mirate di cristiani a Quetta in meno di due settimane e l'incidente più recente di Asma Yaqoob, ragazza cristiana che è stata bruciata con l'acido dopo aver rifiutato una proposta di matrimonio da un uomo musulmano”.

Appello al governo per mettere fine alle violenze

La Chiesa cattolica è “profondamente preoccupata per questa nuova ondata di colpire le minoranze a causa della loro fede. Questi attacchi alle minoranze sono inaccettabili: lo Stato deve seriamente rivedere il piano d'azione nazionale per affrontare la questione dell'estremismo e del terrorismo nel paese”, dichiara a Fides mons Arshad.
In un comunicato della Commissione Giustizia e Pace, ripreso da Fides, si chiede al governo di "prendere immediatamente atto di questa pericolosa tendenza emergente e di formulare una commissione di inchiesta indipendente per le indagini. È della massima importanza che il governo affronti questa ondata di intolleranza nella società. La strategia dovrebbe essere un mix di obiettivi a breve e lungo termine, che devono essere messi in atto e monitorati per raggiungere gli obiettivi richiesti", osserva la Commissione.

Salvaguardare i diritti delle minoranze e delle donne nel Paese

Cecil Chaudhry, direttore esecutivo della Commissione ricorda che il governo federale ha recentemente lanciato il “Paigham-i-Pakistan” una sorta di manifesto contro il terrorismo firmato da 1.800 leader religiosi , sociali e politici. Nella dichiarazione i leader politici del partito e gli studiosi religiosi chiedono “unità e una narrativa unanime per contrastare il terrorismo in Pakistan". "Questa narrativa - rileva Chaudhry - dovrebbe essere applicata insieme alla sentenza del giugno 2014 in cui la Corte suprema chiedeva per la protezione e la promozione dei diritti delle minoranze religiose". Padre Emmanuel Yousaf, parroco di Lahore, invita le istituzioni e il ministero dei diritti umani a “elaborare un piano d’azione nazionale per i diritti umani da parte per salvaguardare i diritti delle minoranze e delle donne nel Paese" e a costituire "una commissione nazionale indipendente per i diritti delle minoranze, per affrontare e risolvere i problemi delle minoranze". (P.A. – Fides)

(Ultimo aggiornamento domenica 29 aprile 2018, ore 08:50)

28 aprile 2018, 12:18