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Dimostrazione di fedeli cattolici congolesi Dimostrazione di fedeli cattolici congolesi   (AFP or licensors)

Congo: rapito sacerdote dopo la Messa di Pasqua

Il sequestro del prete è avvenuto nel Nord Kivu. L’uomo è stato assalito alla guida del suo veicolo e portato nella boscaglia. La Conferenza episcopale congolese ha chiesto l'immediata liberazione del sacerdote ed alle autorità di Kinshasa più sicurezza nella regione

Marco Guerra – Città del Vaticano

Don Celestin Ngango, prelevato con la forza da un gruppo di assalitori vicino alla sua parrocchia di Karambi, è il sacerdote rapito domenica nell’est della Repubblica Democratica del Congo dopo avere celebrato la Messa di Pasqua.

Il sequestro è avvenuto nella provincia del Nord Kivu, come ha precisato il Centro studi per la promozione della pace, della democrazia e dei diritti umani (Cepadho) in un comunicato ripreso dall’Osservatore Romano. “Mentre tornava da Karambi nel suo veicolo” Ngango è stato “intercettato dagli aggressori, che hanno costretto il prete a scendere e a seguirli nella boscaglia” spiega la nota del Cepadho.

A gennaio rapito altro sacerdote

Un altro sacerdote, Robert Masinda, era stato rapito, sempre nel Nord Kivu, il 22 gennaio, insieme a cinque operatori, per poi essere rilasciato due giorni dopo. La turbolenta provincia del Nord Kivu conosce dalla fine del 2016 una recrudescenza delle violenze.

Nei mesi scorsi, violenze e persecuzioni ai danni di membri del clero si sono registrate in tutto il Paese e dalla Chiesa locale è salita l'esortazione alle autorità a proteggere gli esponenti di realtà religiose. Venerdì 23 febbraio si è tenuta in tutto il mondo la Giornata di digiuno e preghiera per le popolazioni della Repubblica Democratica del Congo e del Sud Sudan, indetta da Papa Francesco.

I vescovi del Paese hanno chiesto la liberazione del prete

In un comunicato, la Conferenza episcopale congolese ha chiesto l’immediata liberazione del sacerdote ed ha rinnovato alle autorità di Kinshasa la richiesta di garantire la sicurezza nelle zone a rischio. Al microfono di Hélène Destombes il segretario generale dei vescovi congolesi, il padre Donatien Nsholè racconta la dinamica del sequestro di padre Ngango

R. – Padre Celestin Ngango era di ritorno dalla Messa di Pasqua, celebrata insieme ai fedeli nella parrocchia di una piccola città lì vicino. Era alla guida del suo veicolo insieme al suo autista. Sulla strada di ritorno è stato intercettato da gruppo di banditi che gli hanno intimato di scendere dal veicolo, hanno detto all’autista di allontanarsi e lo hanno rapito. Hanno chiesto 500mila dollari per la sua liberazione, cosa che non è stata fatta.

In un comunicato i vescovi congolesi condannano questo rapimento e interpellano il governo. Cosa vi aspettate dalle autorità?

R. - Che si prendano le loro responsabilità per mettere in sicurezza la popolazione il territorio nazionale, in particolare il Nord e il Sud Kivu, dove la situazione è veramente preoccupante. Nel 2012 tre sacerdoti sono stati rapiti. Da allora non abbiamo più avuto loro notizie; poi nel luglio 2017 c’è stato un nuovo rapimento e adesso un altro. È veramente desolante. C’è un problema a livello di governo: non riescono a mettere in sicurezza il Paese. Se riuscissimo ad organizzare delle buone elezioni, avremmo delle istituzioni forti che riuscirebbero a mettere in sicurezza la popolazione e il territorio nazionale.

03 aprile 2018, 19:42