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Il cardinale Karl Lehmann con Papa Francesco Il cardinale Karl Lehmann con Papa Francesco 

Lutto nella Chiesa: è morto il cardinale tedesco Karl Lehmann

Con il cardinale Lehmann scompare una delle figure di più alto profilo nella Chiesa e non solo in quella della Germania. Da teologo e vescovo, ha contribuito a formare Chiesa e società; da cardinale ha partecipato a due conclavi

Bernd Hagenkord – Città del Vaticano

E’ morto stamani all’alba a Magonza, all’età di 81 anni, il cardinale Karl Lehmann. Lo annuncia la diocesi della città tedesca. In una lettera dello scorso 5 marzo, il successore di Lehmann alla guida della diocesi, mons. Peter Kohlgraf, aveva preparato i fedeli al fatto che Lehmann “era in cammino sull’ultimo tratto del suo pellegrinaggio terreno”. Dallo scorso settembre – informa ancora la diocesi – il porporato soffriva delle conseguenze di un ictus e di un’emorragia cerebrale.

A fianco di Karl Rahner

Il cardinale Lehmann era nato a Sigmaringen; nel 1955 aveva iniziato la sua formazione religiosa al sacerdozio, tra l’altro anche al Collegio germanico di Roma.

Diplomato in filosofia e in teologia, Lehmann svolse la prima fase della sua attività religiosa accanto al teologo gesuita Karl Rahner, del quale fu collaboratore, prima, durante il Concilio Vaticano II e, poi, alle università di Monaco e Münster.

Professore e vescovo

Nel 1968 divenne egli stesso docente di teologia, soltanto un anno dopo la dissertazione teologica. Un sostegno esterno alla sua nomina venne dal teologo Joseph Ratzinger. Lehmann insegnò prima a Magonza e poi a Friburgo: tra i suoi studenti, anche il cardinale Gerhard Ludwig Müller.

Le molte lauree honoris causa che gli sono state conferite, i tanti interventi come professore ospite ai quali era stato invitato, anche quando era già vescovo diocesano, e diversi altri riconoscimenti testimoniano la grande considerazione per il teologo che era in lui. Anche da vescovo pubblicò ampi saggi teologici: era stato pure presidente della Commissione dottrinale dei vescovi tedeschi.

Presidente della Conferenza episcopale

La seconda fase della sua attività religiosa iniziò con la nomina a vescovo di Magonza nel 1983, incarico mantenuto fino alle dimissioni nel maggio 2016. Particolarmente incisivo per la Chiesa in Germania - e anche fuori dal Paese - era stato presidente della Conferenza episcopale tedesca, incarico che ricoprì dal 1987 al 2008, venendo a trovarsi al centro di molti conflitti.

Nel dibattito sulla consulenza alle donne incinte in difficoltà non si tirò indietro davanti alle divergenze con Roma; nel dibattito sull’asilo da dare agli immigrati e su altri argomenti non ebbe timore del confronto con lo Stato. Divenne famosa anche la lettera, scritta insieme ai vescovi di Friburgo, mons. Oskar Saier, e di Stoccarda, mons. Walter Kasper, sull’atteggiamento da tenere nei riguardi dei divorziati risposati. Alla richiesta dei tre vescovi di concedere – in singoli casi e ben circostanziati – ad alcuni divorziati risposati di ricevere la comunione, si oppose l’allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, il cardinale Joseph Ratzinger.

Elettore di due Papi

Tutti i suoi interlocutori – nell’ambito dell’ecumenismo, all’interno della Chiesa ma anche in diverse situazioni di conflitto – hanno sempre elogiato lo stile di Lehmann, teso all’integrazione.

In Vaticano, il cardinale Lehmann era stato membro della Congregazione per la fede (dal 1988 al 1998) e del dicastero per le Chiese orientali, nonché dei Consigli per l’Unità dei Cristiani e delle Comunicazioni sociali. Nel 1991, nel corso del Sinodo sull’Europa, era stato segretario speciale.

Nel concistoro del febbraio 2001, Karl Lehmann fu elevato alla dignità cardinalizia da Papa Giovanni Paolo II insieme ad altri 41 uomini di Chiesa tra cui Walter Kasper e Jorge Mario Bergoglio. Come cardinale elettore partecipò nel 2005 all’elezione di Papa Benedetto XVI e nel 2013 a quella di Papa Francesco.

11 marzo 2018, 09:09