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“Chiamati alla vita”. Preghiera e digiuno per i missionari martiri

Si celebra oggi nelle diocesi di tutto il mondo la 26esima Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri. L’appuntamento cade nell’anniversario dell’uccisione del Beato mons. Oscar Arnulfo Romero, arcivescovo di San Salvador. I giovani di “Missio” in prima linea

Cecilia Seppia - Città del Vaticano

“Martirio non è perdere la vita ma è viverla per una causa, donandosi agli altri”. Ne è convinto Giovanni Rocca, segretario nazionale del Movimento Giovanile Missionario, organismo che fa capo alle Pontificie Opere Missionarie, a cui da 26 anni è affidata la preparazione della Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri. Il tema di quest’anno è “Chiamati alla vita” e vuole coinvolgere i ragazzi in modo particolare, distratti e spesso impauriti, esortandoli ad avere il coraggio di annunciare il Vangelo, senza grandi parole, piuttosto con i gesti di incontro, solidarietà e aiuto a chi è nel bisogno. Perciò in questo giorno, in tante chiese del mondo, ma anche per le strade, nelle piazze, nei villaggi di paesi martoriati, ci si ferma a pregare, per chiedere il dono della vita vissuta, secondo la grazia dello Spirito Santo, ricordando coloro che ci hanno preceduto.

Anniversario del martirio di Romero

L’appuntamento, caro a Papa Francesco, cade nell’anniversario del martirio di mons. Oscar Arnulfo Romero, arcivescovo di San Salvador, assassinato in odio alla fede dai soldati dell’esercito salvadoregno, mentre celebrava messa il 24 marzo 1980. Mons. Romero, beatificato il 23 maggio del 2015, sarà presto annoverato tra i santi della Chiesa. Lo scorso 7 marzo infatti il Pontefice ha autorizzato la Congregazione per le Cause dei Santi a promulgare i decreti riguardanti il miracolo attribuito all’intercessione del beato, che verrà canonizzato insieme a Papa Paolo VI.

Martiri e santi ordinari

“Un pastore zelante che sull’esempio di Gesù ha scelto di essere in mezzo al suo popolo, specialmente ai poveri e agli oppressi anche a costo della vita”: così lo ha descritto Francesco convinto che oggi più che mai la Chiesa abbia bisogno “di martiri, di testimoni, di santi di tutti i giorni, quelli della vita ordinaria, portata avanti con coerenza”.

Il progetto in Centrafrica

Come ogni anno, il Movimento Giovanile Missionario, ha presentato, in occasione di questa Giornata di preghiera e digiuno, un progetto di aiuto concreto alla popolazione del Centrafrica, Paese martoriato dalla guerra civile, dove operano, instancabili, tanti giovani missionari consacrati e laici. Il progetto prevede l’invio di fondi e l’acquisto di materiale, per sostenere il Centro di Promozione della donna “Giacinto Bianchi”, struttura privata, creata nel 2011 dalla Congregazione delle Suore Figlie di Maria Missionarie, nell’Arcidiocesi di Bangui, che incentiva l’alfabetizzazione e l’insegnamento di alcuni mestieri alle giovani, soprattutto ragazze madri e donne di differenti confessioni religiose. Obiettivo: toglierle dalla strada, assicurare loro un futuro, garantire attraverso corsi di formazione, ma anche col sostegno economico il loro sviluppo umano integrale.

24 marzo 2018, 09:02