Versione Beta

Cerca

Vatican News
Il card. Nzapalainga Il card. Nzapalainga   (ANSA)

Centrafrica. Assaltata una parrocchia: ferito il parroco di Séko

Ferito un sacerdote nell’assalto della sua parrocchia. Don Bienvenu Assindeko, parroco della chiesa di Séko, nella diocesi di Bambari, nel centro-sud del Paese, è stato ferito ieri mattina in un assalto perpetrato da un gruppo armato

Secondo don Firmin Gbagoua, vicario generale della diocesi di Bambari, - riferisce l’agenzia Fides - non si hanno ancora dettagli esatti sulle circostanze dell’assalto né sulle condizioni del sacerdote. “Sappiamo che è ferito - ha dichiarato - siamo in contatto con la Minusca (Missione Onu nella Repubblica Centrafricana) per farlo partire da Séko in modo che possa ricevere le prime cure, ma al momento non abbiamo alcuna idea sulle sue condizioni”.

A innescare le ostilità, l’uccisione di un miliziano anti balaka

Nelle ultime settimane, ci sono state segnalazioni di diversi gruppi armati considerati vicini alla coalizione ribelle Seleka nei pressi di Bambari. Secondo notizie di agenzia una trentina di persone sono rimaste uccisi negli ultimi giorni nel corso di combattimenti tra gli Seleka e le milizia anti balaka (nome generico di milizie che si oppongono ai ribelli Seleka) in alcuni villaggi dell’area di Bambari. Gli ex Seleka appartengono al movimento per l’Unità per la pace in Centrafrica (Upc) capeggiato da Ali Darass. A innescare le ostilità è stata l’uccisione di un miliziano anti balaka nel villaggio di Gotilé a 35 km a nord di Bambari. Come rappresaglia gli anti balaka hanno assalito gli appartenenti all’Upc nel villaggio di Tagbara, a 72 Km a nord di Bambari, uccidendone una quindicina.

L’area di Bambari strategica per la presenza di miniere di oro e diamanti

Rinforzi dell’Upc hanno a loro volta assalito diversi villaggi dell’area, provocando la fuga dei loro abitanti nella foresta. È quindi probabile che don Bienvenu Assindeko sia stato ferito nel corso della contro rappresaglia degli ex Seleka. L’area di Bambari è strategica non solo per la sua posizione centrale ma anche per la presenza di miniere di oro e diamanti che suscitano gli appetiti dei diversi gruppi armati ivi operanti. Il conflitto di religione è solo un pretesto sfruttato dai diversi gruppi armati a fini politici ed economici; un fatto più volte denunciato dalla Piattaforma religiosa per la pace in Centrafrica, alla quale fa parte il card. Dieudonné Nzapalainga arcivescovo di Bangui. (L.M. – Agenzia Fides)
 

23 marzo 2018, 12:01