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La preghiera per la Pace in Sud Sudan e Repubblica Democratica del Congo dello scorso 23 novembre La preghiera per la Pace in Sud Sudan e Repubblica Democratica del Congo dello scorso 23 novembre  (Vatican Media)

Tutto il mondo prega con il Papa per Congo e Sud Sudan

Giornata di raccoglimento e digiuno non solo nei due Paesi africani. Incontri ecumenici e solidarietà in tutte le parti del mondo.

Michele Raviart – Città del Vaticano

L’invito di Papa Francesco alla preghiera e al digiuno per la pace in Repubblica Democratica del Congo e in Sud Sudan per la giornata di oggi è stato accolto dalle conferenze episcopali di tutto il mondo, a partire proprio dai due Paesi ai quali l’evento è dedicato. In Congo, come riferisce l’Agenzia Fides, i vescovi hanno elaborato un programma per tutte le comunità religiose e le parrocchie. Oltre alla preghiera della liturgia delle ore e alla Messa del giorno, la preghiera del Rosario e l’Adorazione Eucaristica, sarà organizzata una Via Crucis e una preghiera ecumenica con le altre confessioni cristiane. Invitati alla preghiera anche i cappellani delle scuole, che celebreranno con alunni e insegnanti.

Preghiere ecumeniche in Sud Sudan

In Sud Sudan la preghiera si terrà nella cattedrale della capitale Juba, dove l’arcivescovo della città, mons. Paulino Lukudu Loro ha invitato a partecipare anche i fedeli  musulmani e delle altre confessioni cristiane, principalmente presbiteriani e anglicani. La giornata di preghiera “è un’iniziativa molto bella e significativa”, ha spiegato il padre comboniano Raimondo Rocha, per sette anni missionario in Sud Sudan, “perché si spera che attraverso questa e altre iniziative del genere si possa finalmente raggiungere la pace e la stabilità in questi due Paesi che tanto soffrono a causa della violenza”.

Due Paesi devastati dalle violenze

In Sud Sudan la guerra civile è scoppiata due anni e mezzo dopo l’indipendenza del 2011 e ha causato finora oltre centomila morti e milioni di sfollati.  In Repubblica Democratica del Congo all’instabilità politica dovuta al rifiuto dell’ex Presidente Joseph Kabila di lasciare la carica e indire nuove elezioni si aggiungono le violenze con i gruppi armati delle regioni orientali del Kivu. Quattro milioni gli sfollati, mentre sono continui i rapimenti di civili e sacerdoti.

La solidarietà delle altre Chiese africane

Vicinanza e partecipazione  è arrivata anche dalle altre confederazioni episcopali africane. I vescovi del Benin avevano espresso la loro piena vicinanza “emotiva e spirituale” alla Chiesa e al popolo congolese , “assicurando le proprie preghiere perché Dio diffonda la sua pace su questa nazione ferita  da tanti anni di instabilità politica“. In Togo, i vescovi hanno invitato i fedeli a essere in comunione con il Papa e a chiedere a Dio la conversione dei cuori di chi ha le responsabilità di quanto succede in Rdc e in Sud Sudan. Solidarietà anche dalle chiesi di Costa d’Avorio, Ghana e Burkina Faso-Niger , che già il 21 febbraio avevano condannato la repressione delle manifestazioni anti-Kabila degli ultimi mesi.

La giornata di preghiera in India e Sud America

In America Latina la nunziatura di Caracas, in Venezuela, organizzerà un incontro ecumenico con le altre confessioni cristiani in cui si pregherà per la pace anche per il Paese sudamericano, colpito da una grave crisi politica ed economica. In Argentina la Nunziatura ha invece invitato tutti i vescovi del Paese e i fedeli a unirsi nella preghiera, invocando la conversione dei cuori “di coloro che guidano le nazioni” nei Paesi che hanno bisogno di pace. In India incontri di preghiera e momenti di digiuno hanno coinvolto non solo i cristiani, ma anche i fedeli indù e musulmani, come auspicato da Papa Francesco.

Ascolta la testimonianza di padre Raimondo Rocha
23 febbraio 2018, 13:10