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Emporio della solidarietà di Roma Emporio della solidarietà di Roma  

Solidarietà e consumo responsabile: 10 anni dell'Emporio Caritas

Offerta gratuita di generi alimentari per chi è bisognoso, in strutture simili ad un supermercato: l'idea di don Luigi di Liegro dopo dieci anni, ha generato una rete nazionale a sostegno di migliaia di famiglie

Gabriella Ceraso- Città del Vaticano

Nato da un'idea di don Luigi di Liegro negli anni novanta e poi portato a compimento il 13 febbraio del 2008, compie oggi dieci anni l'Emporio della solidarietà.  Era stato concepito da don di Liegro, come un modo per non obbligare le famiglie ad una scelta di consumi orientata dal "pacco", bensì orientato dalla risposta a bisogni effettivi. Non gli interessi del mercato, dunque, al centro del sistema, ma della persona. Così ne parla chi allora alla Caritas ne raccolse il testimone, Gennaro Di Cicco. " Si è dimostrato un modello riuscito", racconta, "al di là dei timori che avevamo inizialmente, dato che non esisteva alcun precedente neanche in Europa di offerta gratuita di generi alimentari in una struttura simile in tutto ad un supermercato".

Ascolta e scarica l'intervista a Gennaro Di Cicco

Quasi 9000 le famiglie aiutate

La risposta delle famiglie bisognose è stata tanta e perfettamente gestita e programmata dai centri di ascolto diocesani o parrocchiali, spiega ancora Di Cicco. Nelle sue parole le modalità di organizzazione degli Empori che oggi in tutta Italia sono oltre 100, distribuiti in 66 diocesi. L'accesso è garantito dopo un'attenta verifica dell'esistenza effettiva di condizioni di disagio socio-economico, con il rilascio di una tessera con credito virtuale basato  sul numero dei componenti della famiglia e sulla eventuale presenza di bambini. "8910 le famiglie che in dieci anni hanno usufruito delle tessere per un valore complessivo di 5 milioni di euro circa. Il 52% delle famiglie che si rivolgono all'Emporio romano - spiega Di Cicco- sono  italiane. Si tratta di persone che hanno perso il passo. Non si arriva alla quarta settimana ma neanche alla prima, perchè molti sono senza reddito o con redditi precari e l'Emporio rappresenta l'unica ancora di salvezza".

Una spesa responsabile

C'è anche un "valore pedagogico" insito nel progetto, sottolinea Di Cicco, ed è "quello di una spesa responsabile e oculata". Il credito a disposizione è infatti a termine e spesso su alcuni prodotti esiste un limite per garantire una disponibilità a tutti e per educare appunto la famiglia a prelevare solo il necessario. "Ci si riabitua ad una corretta gestione del reddito e quando le famiglie escono dall'Emporio e accedono alla grande distribuzione non hanno un impatto traumantico. Il nostro credito virtuale e il nostro sistema di punti li mantiene allenati".

Una rete gestita dalle Caritas e sostenuta anche dai Papi

C'è un coordinamento nazionale gestito dalle Caritas a guidare oggi tutte le sedi degli Empori che, a partire da quella di Prato, sono nate a catena sul modello della prima "Cittadella della Carità Santa Giacinta" a Ponte Casilino. A giugno per altro, proprio in occasione del decennale , Roma ospiterà un Convegno con tutti gli Empori diocesani d'Italia. Circa i prodotti distribuiti, Di Cicco sottolinea il sostegno ormai consolidato dei finanziamenti pubblici anche europei e degli sponsor privati; la raccolta volontaria nei centri commerciali come anche la condivisione da parte di tutti i Pontefici da sempre particolarmente sensibili alle difficoltà dell'area metropolitana. "Utimamente mi viene in mente" ricorda Di Cicco "l'uva fresca donata a Papa Francesco e arrivata a noi con grande gioia di tutti, oppure le torte del suo compleanno; come anche non dimenticheremo mai il tartufo di oltre un chilo donato a Benedetto XVI e che ci fece pervenire pensando alle nostre famiglie".

Ai politici: più attenzione alle famiglie

Inevitabilmente gli Empori rappresentano una cartina tornasole della situazione del Paese. A chi si affaccia dunque alla prossima tornata elettorale, la Caritas chiede di non "fare proclami " ma di pensare concretamente al nucleo familiare. "Dove non c'è un intervento immediato di realtà caritative infatti" fa notare Di Cicco "il nucleo entra in fase di disperazione con forte rischio disgregazione. La politica nazionale sia più attenta con interventi e con sostegni mirati".

 

 

 

 

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L'attività dell'Emporio della solidarietà
13 febbraio 2018, 10:45