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Suor Bernadette Moriau Suor Bernadette Moriau   (AFP or licensors)

70° miracolo a Lourdes: suor Bernadette Moriau racconta la sua guarigione

"Ho chiesto la forza di perseguire il mio cammino, ma non ho mai chiesto la guarigione per me": la suora di cui il Bureau Médical International ha accertato la guarigione miracolosa racconta la sua straordinaria esperienza e la forte vicinanza di Gesù

Olivier Bonnel e Gabriella Ceraso–Città del Vaticano

E’ avvenuta  l'11 luglio 2008 ed è stata annunciata dopo dieci anni, proprio nel giorno del 160° anniversario delle apparizioni della Vergine di Lourdes: è la guarigione di suor Bernadette Moriau, il 70° miracolo riconosciuto al Santuario mariano.

E’ proprio la religiosa delle Francescane Oblate del Sacro Cuore di Gesù, affetta da anni da una grave paralisi, a raccontare ai nostri microfoni come ha avvertito il cambiamento delle sue condizioni fisiche al rientro da un pellegrinaggio diocesano a Lourdes in cui  aveva sentito particolarmente forte la presenza misteriosa di Maria e della piccola Bernadette.

E’ stato poi il Bureau Médical International de Lourdes a esaminare il caso e quindi a prendere atto della guarigione definendola nel verdetto finale “inspiegabile allo stato attuale” delle conoscenze scientifiche. Nella parole della religiosa la straordinarietà di quanto accaduto:

Ascolta e scarica l'intervista di Olivier Bonnel a suor Bernadette Moriau

R. - Sono arrivata a Lourdes nel 2008 e ho vissuto questo pellegrinaggio con molta intensità insieme alla Chiesa diocesana. Ho ricevuto il sacramento dell’unzione degli infermi e ho chiesto la forza di perseguire il mio cammino… Ero stata molto segnata dalla processione eucaristica e dalla benedizione dei malati nella basilica san Pio X, a Lourdes, e avevo sentito che Gesù camminava con noi, che ci dava la sua benedizione e in fondo al mio cuore ho fatto questa preghiera: “Vedo la tua sofferenza e vedo quella di questi fratelli e sorelle malati… Dammi tutto”. Quindi ho pregato tanto per i malati che erano accanto a me ma non ho mai chiesto la guarigione per me. Sono tornata dal pellegrinaggio, l’11 luglio ero nella cappella, in adorazione con una sorella della comunità; alle 5 e 45 esattamente e ho veramente sentito una distensione, un calore nel mio corpo e non sapevo cosa stesse succedendo. Mi sentivo molto bene e sono tornata nella mia stanza alle sei, ho sentito una voce che mi ha detto: “Togli i tuoi ‘apparecchi’” e in un atto di fede, pensando al Vangelo e a Gesù che diceva ai paralitici “Prendi la tua barella e va”. Allora ho tolto tutto, il busto, le stecche alle gambe e ai piedi, ho interrotto la morfina, il neurostimolatore e non avevo più niente. Ho immaginato quello che poteva succedere, ho pensato a Lourdes, ma allo stesso tempo non sono riuscita a capire chiaramente.

C’è un momento in cui lei si è detta che si trattava di un miracolo?

R.  – Non ho mai parlato di miracolo, ho parlato di guarigione. Ho collegato tutto a Lourdes perché stavo tornando da lì e sono sempre stata abitata da questa esperienza della presenza di Dio nell’Eucaristia che avevo fatto. Sentivo costantemente la presenza di Dio soprattutto durante l’Adorazione.

Lei mette l’accento sul tema “guarigione” più che miracolo: è importante?

R. – Non sta a me dire che si tratta di un miracolo perché non c’è che la Chiesa che può dire che si tratta di un miracolo. Oggi posso permettermi di dire che sono miracolata, è vero! Ma spetta alla Chiesa dirlo. Insisto molto perché ho ricevuto la mia guarigione nella  Chiesa e con la Chiesa diocesana, ed è qualcosa che mi è stato dato per testimoniare e comunicare questa fede che mi abita.

14 febbraio 2018, 12:44