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Vatican News
L'Ecuador si prepara al referendum del 4 febbraio L'Ecuador si prepara al referendum del 4 febbraio  (AFP or licensors)

Vescovi Ecuador: bene referendum contro corruzione, pedofilia e degrado ambientale

I vescovi dell'Ecuador invitano ad andare a votare al referendum del 4 febbraio contro la rielezione dei politici corrotti, la prescrizione del reato di pedofilia e lo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali

È un appello alla responsabilità quello lanciato dal Consiglio di presidenza della Conferenza episcopale ecuadoriana (Cee) che interviene, con un comunicato, ripreso dall’agenzia Sir, in merito alla “Consulta popular” convocata dal presidente Lenin Moreno per il 4 febbraio. Si tratta di un referendum articolato in sette domande, rispetto alle quali il popolo è chiamato a pronunciarsi.

I quesiti della consultazione

Le questioni sono: l’interdizione dalla vita politica di coloro che vengono condannati per corruzione; l’abrogazione della legge che consente la rielezione indefinita del presidente della Repubblica; la riorganizzazione del “Consejo de participacion ciudadana” (cioè l’organo politico e istituzionale che riunisce i rappresentanti istituzionali con quelli della società civile); l’abolizione della prescrizione dei reati sessuali contro i bambini; l’allargamento della zona protetta per la riserva naturale dello Yasuní; il divieto assoluto di alcuni tipi di estrazione mineraria; l’abrogazione della Ley de Plusvalia (che prevede una forma di tassazione sulla speculazione sui terreni di proprietà).

Il voto, cammino di libertà, democrazia e indipendenza

Scrivono i vescovi: “Siamo chiamati ad esercitare il nostro diritto per un voto che indirizzerà la società ecuadoriana verso cammini di libertà, democrazia e indipendenza dei poteri. Queste sono le basi per una convivenza armonica della società. La lettura, la conoscenza e l’informazione su ciascuna delle questioni sulle quali si voterà sono una responsabilità alla quale non possiamo sottrarci, nel momento in cui siamo chiamati ad esercitare responsabilmente il diritto di voto”.

Votare responsabilmente è un atto di carità pubblica

Prosegue la presidenza della Cee: “Come uomini e donne appartenenti alla Chiesa, il nostro voto libero e cosciente sarà anche illuminato dalla Parola di Dio e dalla dottrina sociale della Chiesa. Un voto ben informato e responsabile è già un atto di carità pubblica, che avrà incidenza nella convivenza pacifica, nella solidarietà e nella possibilità di vivere in libertà. Nel nostro Paese c’è necessità di consolidare la democrazia e tutto quello che ne deriva: pace sociale, rispetto per tutti e un futuro migliore”.

Tensione politica

Alcuni quesiti della Consulta, in particolare quello sulla rielezione indefinita del presidente e sulla composizione del “Consejo de participacion ciudadana”, sono fortemente contestati dall’ex presidente Rafa Correa, entrato ben presto in collisione con il suo successore. Correa è tornato in Ecuador dal Belgio (Paese d’origine della moglie, dove si è stabilito) per partecipare in modo attivo alla campagna elettorale contro Moreno. 

21 gennaio 2018, 10:03