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Cristiani ortodossi di Siria Cristiani ortodossi di Siria  (AFP or licensors)

Oggi il Natale delle Chiese che seguono il calendario giuliano

Tra le comunità che festeggiano il 7 gennaio anche gli ortodossi del Patriarcato di Mosca, per i quali il Natale è festa di pace e gioia

Roberta Barbi – Città del Vaticano

È Natale, oggi, per le Chiese orientali che seguono il calendario giuliano e collocano, perciò, la data della natività del Signore al 7 gennaio. Tale differenza risale a quando la chiesa ortodossa in Europa orientale non accettò la riforma del calendario gregoriano del 1582 e così il giorno tradizionale del 25 dicembre venne spostato in avanti.

“La festa più importante resta la Pasqua del Signore”

Una festa solenne sì, da celebrare in Chiesa, ma la festa principale per la Chiesa ortodossa resta la Pasqua, come ricorda padre Ambrogio Cassinasco della parrocchia ortodossa San Massimo di Torino del Patriarcato di Mosca. “Il Natale è più sentito da cattolici e protestanti, che hanno aggiunto alla solennità liturgica alcuni elementi popolari, come ad esempio l’usanza del presepe che viene dai Francescani”.

Si celebra la Vigilia e si partecipa al Rito eucaristico

Tra i momenti salienti del Natale ortodosso, aggiunge padre Ambrogio, la partecipazione a una celebrazione vigilare e poi alla Divina liturgia con rito eucaristico del giorno: “L’unica cosa irrinunciabile è proprio l’andare in Chiesa”.

Un pensiero a chi celebra il Natale tra mille difficoltà

Tra le comunità che festeggiano oggi il Natale ci sono fedeli che vivono in zone del mondo particolarmente difficili, come la Terrasanta in cui è tornata recentemente a salire la tensione, o la Siria. “Il nostro augurio va soprattutto a quanti si sono visti distruggere la propria chiesa, quella per cui i propri antenati avevano lavorato e sudato”, conclude il parroco.  

Ascolta l'intervista a p. Ambrogio Cassinasco
07 gennaio 2018, 09:00