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Egitto: Acs nei luoghi dei cristiani perseguitati

Viaggio nelle comunità devastate dagli attentati dell’Isis, dalla povertà e dalla esclusione sociale. Monteduro: “Ho trovato tanto dolore ma anche tanta voglia di rinascere. Sono dei martiri, esempio per tutti i cristiani d’Europa”

Federico Piana - Città del Vaticano

Cristiani perseguitati in Egitto, martiri e testimoni di una fede viva. Esempio per tutta l’Europa, che forse la fede l’ha smarrita. Alessandro Monteduro, direttore della fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs), è reduce da una missione partita dal Cairo e transitata per Alessandria, Minya ed Assiut, durante la quale ha incontrato le comunità copto-cattoliche, il patriarca copto-ortodosso Tawadros II e visitato le numerose chiese colpite dai terroristi dell’Isis. E si è stretto intorno a uomini e donne pieni di  dolore e al contempo di speranza.

Gli attentati anticristiani non hanno spento la fede

Racconta Monteduro:“Ho incontrato una comunità provata ma salda nella fede. La sofferenza non li ha allontanati da Cristo. Un parroco di Assiut, cittadina dell’alto Sinai, nel nord dell’Egitto, nella quale maggiormente si sono concentrate le violenze anticristiane, mi ha detto una frase emblematica: più ci attaccano e più diventiamo numerosi nella preghiera. Una forza straordinaria, soprannaturale. Un esempio per noi cristiani d’Europa”.  A provare fino allo strazio fisico e morale non sono solo gli attentati. E’ anche la povertà, la discriminazione. Lo sa bene Monteduro: “Soprattutto nelle zone di Minya ed Assiut, la mancanza di beni anche di prima necessità è una realtà consistente che tocca principalmente i cristiani. I quali sono anche discriminati nella vita pubblica, nei luoghi di lavoro, nell’accesso ai concorsi. Eppure non perdono la gioia, la serenità”.

L’appello: tornate in pellegrinaggio in Egitto. Ora è più sicuro

“Non abbiate paura - spiega Monteduro -, ora in Egitto si può tornare. Valutate la possibilità di andare in pellegrinaggio sui luoghi dell’itinerario che compì la Sacra Famiglia di Nazareth. C’è una sicurezza enorme. Davanti ad ogni luogo di preghiera c’è una sorveglianza straordinaria. Il patriarca copto-cattolico ha voluto che noi portassimo questo messaggio: vi aspettiamo in Egitto, abbiamo bisogno di voi! Abbiamo il desiderio di sentirci uniti”.

Acs,  in prima linea per la messa in sicurezza dei luoghi sacri

Dal 2013, anno in cu furono bruciate 65 chiese dalla furia dei Fratelli Musulmani, la Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre per la messa in sicurezza di molti luoghi di preghiera in tutto l’Egitto ha investito oltre 2 milioni di euro.

Ascolta l'intervista a Monteduro
30 gennaio 2018, 11:49