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Manifestazione antigovernativa Manifestazione antigovernativa  (AFP or licensors)

Venezuela: vescovi chiedono rispetto per il popolo

“Chiediamo rispetto per i bisogni del popolo: abbiamo un sistema totalitario ed economico centralista in cui il governo e il potere militare sono diventati imprenditori, c’è tanta corruzione. Si vuole sottomettere il popolo e mantenere il potere in maniera permanente”. Così al Sir mons. Azuaje, presidente dei vescovi venezuelani

I vescovi denunciano da tempo il problema della fame e della malnutrizione, il deterioramento della salute di bambini e adulti, la fuga all’estero di oltre 2 milioni di giovani e adulti, le violazioni dei diritti umani e la scarsa democrazia. “Facciamo un appello urgente al governo sui temi della malnutrizione e della mancanza di sanità e chiediamo di aprire un processo democratico e di partecipazione dei cittadini – dichiara mons. Azuaje -. Auspichiamo che si possa arrivare ad un processo di negoziazione tra governo e opposizione in grado di favorire il popolo che sta soffrendo e non i partiti. Il nostro compito è difendere la vita delle persone e della popolazione: lo diciamo in continuazione sia al governo sia ai partiti di opposizione”.

 

E' emergenza umanitaria

In Venezuela, ricorda il presidente della Conferenza episcopale del Paese, “siamo in una situazione critica soprattutto sul versante umanitario: mancano alimenti, non ci sono le medicine, i prodotti necessari alla produzione agricola, il trasporto delle merci è difficile. Ci sono tanti prodotti che non si trovano nei negozi oppure sono troppo cari. Lo stipendio medio dei lavoratori non è sufficiente per assicurare una dieta nutriente. Questo genera molta inquietudine e desolazione”.

Privilegi solo per il Partito di governo

In ambito politico, prosegue, “ogni giorno c’è una nuova dichiarazione da parte del governo e dell’Assemblea costituente, che favorisce solo il partito di governo e i governanti, senza tener conto delle istanze del popolo. Purtroppo ci troviamo in una situazione molto grave e delicata a causa della poca democrazia che ci rimane e dell’emergenza umanitaria”. Mons. Azuaje ricorda che la Chiesa “è sempre aperta a qualsiasi processo di dialogo”. (Agenzia Sir)

30 gennaio 2018, 11:17