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Manifestazione davanti alla chiesa copta colpita dai terroristi Manifestazione davanti alla chiesa copta colpita dai terroristi  (AFP or licensors)

Egitto: strage davanti a una chiesa copta

Un assalto armato alla chiesa di Mar Mina, realizzato nel sobborgo di Helwan a sud del Cairo, da due terroristi questa mattina, ha provocato almeno nove vittime. Morto anche uno degli attentatori ucciso dalla polizia. Le condoglianze del grande imam di al Azhar.

Adriana Masotti- Città del Vaticano

Egitto: i copti di nuovo nel mirino dei terroristi in prossimità del Natale. Almeno undici persone sono morte in due attentati avvenuti ad un’ora di distanza. Obiettivo del primo i fedeli della chiesa copta di Mar Mina a Helwan, a sud del Cairo, dove sono rimaste uccise nove persone. Nel secondo, nella stessa zona, un negozio di proprietà di copti con due vittime. A provocare l'attacco alla chiesa due aggressori di cui uno è stato ucciso nello scontro a fuoco con le forze dell'ordine e l’altro arrestato, con addosso armi, munizioni e una bomba.  L'attentatore ucciso è già stato identificato: sarebbe Ibrahim Ismail Ismail, già noto alla polizia egiziana per essere l’autore di altri attentati di matrice terroristica. Secondo al-Arabiya, aveva con sé una bomba a mano e una mitragliatrice. In tarda serata l'attacco alla chiesa è stato rivendicato da un gruppo locale affiliato all'Isis.

 

Il cordoglio del presidente al Sisi e del grande imam di al Azhar

In un comunicato, il presidente egiziano, Abdel fatah al-Sisi, ha espresso le sue condoglianze alle famiglie delle vittime, sottolineando che "simili attacchi terroristici non avranno la meglio sugli egiziani e la loro unità nazionale". Inoltre ha predisposto un aumento della sicurezza a protezione dei siti sensibili. Dura la condanna dell’attacco anche da parte del grande imam di al Azhar, Ahmed El-Tayyeb, secondo cui i ripetuti attacchi terroristici che prendono di mira i fedeli copti hanno l'obiettivo di minare l’intero Egitto e l’unità del Paese. L’imam ha quindi  invitato tutti gli egiziani a restare uniti contro il terrorismo e a ''partecipare alle celebrazioni della nascita di Gesù”.

 

Le violenze alla vigilia del Natale copto

L'ennesimo attentato contro la chiesa copta cade, infatti, nei giorni in cui i copti ortodossi si preparano alla veglia di Capodanno e poi a celebrare il Natale. Nei giorni scorsi era già stata annunciata la presenza del Presidente Abdel Fattah al Sisi alla messa natalizia, che seguendo il calendario copto sarà celebrata nella notte tra il 6 e il 7 gennaio dal Patriarca copto Tawadros II nella nuova cattedrale copta ancora in costruzione, ai margini della metropoli del Cairo.  "Gli attentati che continuano a colpire i copti vogliono colpire il dialogo tra cristiani e musulmani nel Paese - afferma ai nostri microfoni Sami Creta, egiziano, che lavora al Centro culturale dei gesuiti di Alessandria -  e ci vorrà tempo per eliminare la cultura della morte degli estremisti".

 

Mons. Aziz Mina: i terroristi vogliono che viviamo nella tristezza

“Purtroppo - sottolinea all'Agenzia Fides commentando gli attacchi, monsAnba Antonios Aziz Mina, Vescovo copto cattolico emerito di Guizeh - rischiamo di abituarci agli attentati, e il nostro cuore rischia di diventare di pietra. Non pensiamo più alle vite che sono dietro i numeri, a quanta tristezza entra dentro quelle case, a rovinare la serenità delle famiglie, proprio nell'imminenza dei giorni di festa. Non è vero che i terroristi fanno gli attentati per spaventare i turisti: loro vogliono cancellare il nostro sorriso. Vogliono che viviamo tutti nella tristezza. Per questo, adesso, custodire i nostri cuori e ravvivare la nostra gioia è un miracolo che può fare solo Gesù”.

 

Padre Rafic Greiche chiede di pregare per tutti gli egiziani

"Si è sviluppato un sentimento di angoscia, di rassegnazione. Ad ogni festa, Natale o Pasqua, i copti si chiedono tra  loro, dove e come sarà il prossimo attentato": così il padre Rafic Greiche, portavoce della Chiesa copta cattolica in Egitto da noi intervistato. Padre Greiche cita gli ultimi attentati dell’11 dicembre 2016 nella cattedrale di San Marco, al Cairo, poi gli attacchi nel giorno della Domenica delle Palme di quest’anno. "In questo contesto - dice - è difficile dire una parola di speranza ai credenti, anche se questo è il compito del clero.  Molte famiglie pensano di emigrare. In questo momento, i copti sentono molto la vicinanza spirituale del Papa, che si è recato in Egitto nell'aprile scorso. Infine, il padre Greiche chiede la preghiera dei fedeli per tutti gli egiziani, anche musulmani, affinchè questo terrorismo, che colpisce il mondo intero, sia fermato".

 

La solidarietà di Aiuto alla Chiesa che soffre

I copti rappresentano circa il 10% dei 93 milioni di egiziani e sono la minoranza religiosa più numerosa nella regione. Oltre 100 sono stati uccisi in Egitto nell'ultimo anno. Sentimenti di vicinanza ai feriti di oggi, alle famiglie delle vittime e a tutta la minoranza copta sono giunti dal direttore di Aiuto alla Chiesa che Soffre, Alessandro Monteduro che ha annunciato che l’organizzazione porterà alla comunità un sostegno concreto quando a fine gennaio si recherà in Egitto.  

Ascolta l'intervista di Stefano Leszczynski a Sami Creta

 

 

29 dicembre 2017, 14:23