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Terremoto: a Norcia celebrazione eucaristica con cardinale Parolin Terremoto: a Norcia celebrazione eucaristica con cardinale Parolin 

Card. Parolin a Norcia: il Papa vi incoraggia a riprendere il cammino

"Dopo che si sono scatenati gli elementi, si è scatenata anche la generosità, l’altruismo, la corsa a donare il proprio tempo, le proprie energie e il proprio denaro per essere d’aiuto alle persone più colpite e bisognose"

di Marco Guerra

“Il Papa vi incoraggia a riprendere il cammino, a non lasciarvi abbattere dalle difficoltà, ma a guardare con speranza al futuro”. Il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano, ha portato l’abbraccio di Papa Francesco al centro Norcia, pronunciando l’omelia della messa che questa mattina si è tenuta davanti alla facciata, ingabbiata dai ponteggi, della Basilica di San Benedetto, in occasione del primo anniversario del terremoto, che tra il 26 e il 30 ottobre del 2016 sconvolse il normale ritmo della vita di queste terre tra Umbria, Marche e Lazio. Il Santo Padre, ha proseguito il porporato, "vi esorta a rivolgervi con filiale fiducia al Signore Gesù e a Sua Madre Maria, per ricevere l’energia necessaria a portare avanti con determinazione e coraggio l’opera di ricostruzione”.

E proprio la facciata danneggiata della Basilica, ha ricordato il cardinale Parolin, è l’emblema del sisma, ma è ancora di più “la prova della capacità dell’essere umano di risollevarsi, di tornare a sperare, a guardare in alto verso il Cielo e, con la forza di questo sguardo, tornare verso la terra e porre tutta l’intelligenza, la maestria, la fantasia e l’impegno al servizio di un corale riscatto, per risollevare, insieme alle mura delle case, dei luoghi di lavoro e delle chiese, anche il morale delle persone e delle comunità e la gioia di vivere”.

Il porporato ha quindi fatto riferimento alle letture di questa domenica del tempo ordinario per spiegare che vi è un filo rosso che unisce “amore di Dio e amore per il prossimo”, contemplazione ed azione, adorazione di Nostro Signore e piena disponibilità a servire l’uomo, ad essere ciascuno per il suo prossimo visibile testimonianza di carità.

Il segretario di Stato vaticano ha ricordato che “non si può infatti amare veramente il prossimo se non si ama il Signore”. Questo perché senza quella pace interiore che deriva dal sapersi amati da Dio e dall’essere riconciliati con Lui, l’amore al prossimo è sottoposto al rischio di grave distorsione e parzialità. “Senza amare Dio l’amore verso il nemico risulta inconcepibile”, ha proseguito il cardinale, “e quando viene a mancare un solido rapporto con Dio infatti, finiamo per non sopportare più né i nostri limiti né le ferite e le asprezze che l’esistenza stessa comporta”.

Il cardinale ha poi aggiunto, però, che “un amore a Dio che volesse isolarsi dall’essere umano, sarebbe invece la sua più evidente negazione”. Per spiegare questo principio il porporato ha quindi fatto sue le parole dell’Apostolo Giacomo: “A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha le opere? Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta” (Gc 2, 14-17). E poi ancora ha citato San Giovanni Crisostomo: "Vuoi onorare il corpo di Cristo? Non permettere che sia oggetto di disprezzo nelle sue membra, cioè nei poveri, privi di panni per coprirsi”.

Il cardinale Pietro Parolin ha proseguito a commentare l’odierna lettura del Vangelo di Matteo ricordando che “i farisei, eruditi, ma bloccati e incapaci di aprirsi alla pienezza della verità, credevano di mettere in difficoltà Gesù con la loro domanda su quale fosse il più grande comandamento. La risposta del Signore invece pone davanti allo specchio ogni coscienza che afferma di credere in Dio e la invita a confermare la sua fede con la misericordia, la bontà, la generosità verso il prossimo nel bisogno e verso tutti”.

Secondo il porporato è proprio questa generosità che si è riscontrata a seguito della calamità naturale che ha colpito Norcia e l’Appennino Centrale: “Dopo che si sono scatenati gli elementi, si è scatenata anche la generosità, l’altruismo, la corsa a donare il proprio tempo, le proprie energie e il proprio denaro per essere d’aiuto alle persone più colpite e bisognose”. Il pensiero di Parolin è quindi andato alla Protezione Civile, ai diversi enti locali e statali, alla solidarietà manifestata alla Chiesa di Spoleto-Norcia da parte del Santo Padre, da parte della Santa Sede, da diverse Diocesi e dalla Conferenza Episcopale, alla generosità di parrocchie, istituti ed associazioni religiose e, in modo speciale, al sostegno e alla vicinanza mostrata dalla Caritas diocesana e nazionale.

Significativo anche per il cardinale Parolin anche l’impegno delle massime istituzioni europee a finanziare l’opera di ricostruzione di questa Basilica, riconoscendo implicitamente il ruolo insostituibile per l’Europa del Cristianesimo e della cultura che ha saputo ispirare.

Il Segretario  di Stato ha poi fatto appello a tutte le istituzioni civili, ecclesiali e private perché cooperino con alacrità e costanza, in sintonia con le popolazioni interessate, affinché, quella sinergia dimostrata nei primi tempi dopo il sisma continui e, anzi, si intensifichi, in modo da portare a termine le opere progettate e quelle avviate, snellendo nei limiti del possibile le procedure. “Si compia in tal modo”, ha aggiunto, “ogni sforzo per evitare lo spopolamento di diversi borghi, ripetutamente feriti dagli eventi tellurici, che li hanno coinvolti in questi decenni, con crolli e diffuse lesioni”.

La messa che si è tenuta alle ore 11 in piazza San Benedetto a Norcia, si è aperta con il saluto di all'Arcivescovo di Spoleto – Norcia, mons. Renato Boccardo che ha accolto a nome di tutta la comunità locale il cardinale Pietro Parolin, al quale ha rivolto l’invito di portare a Papa Francesco una grazie “profondo e commosso” per la vicinanza e sollecitudine mostrata in questi mesi alle popolazioni di queste terre.

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29 ottobre 2017, 11:26