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Port-au-prince, residenti in fuga dalla violenza delle gang (Reuters) Port-au-prince, residenti in fuga dalla violenza delle gang (Reuters) 

Haiti, l'Onu chiede 674 milioni di dollari per la popolazione

Si intensificano le violenze e gli scontri nel Paese caraibico, soprattutto nella capitale, Port-au-Prince, e nella regione circostante. Flavia Maurello dell'Avsi: “La paralisi delle istituzioni blocca lo sviluppo”

Silvia Giovanrosa – Città del vaticano

Prosegue l’escalation di violenza ad Haiti, “con bande armate che compiono omicidi e atti di violenza sessuale”, come ha dichiarato la coordinatrice umanitaria delle Nazioni Unite, Ulrika Richardson, ai giornalisti in una conferenza stampa virtuale dalla capitale haitiana, Port-au-Prince. Attualmente sono più di 5 milioni le persone bisognose di assistenza, poco meno della metà della popolazione totale. La maggiore criticità è quella dell’insicurezza alimentare, per cui si riscontra un aumento importante dei casi di malnutrizione soprattutto tra i bambini e le donne incinta. Gli atti di violenza a cui è sottoposta quotidianamente la popolazione sono un'altra delle questioni nodali. Nel 2023 erano state segnalate più di 8.400 persone uccise, ferite o rapite, più del doppio rispetto al 2022. Le bande continuano a combattere per il territorio e si stima che controllino fino all'80% di Port-au-Prince. Nei suoi molti anni di lavoro per le Nazioni Unite, Richardson ha detto: "Ho visto cose qui che non ho mai visto in vita mia", che vanno oltre "il  peggior incubo". È la sofferenza e il dolore a cui sono sottoposti uomini, donne e bambini, ha detto Richardson, parlando di un aumento del 50% delle violenze sessuali tra il 2022 e il 2023, e di 314.000 haitiani che hanno abbandonato le loro case per sfuggire alla violenza, molti dei quali ora vivono per strada e nelle scuole e hanno bisogno di aiuti umanitari.

L’appello delle Nazioni Unite

Le Nazioni Unite hanno lanciato un appello umanitario per quest'anno, chiedendo 674 milioni di dollari, di cui circa la metà destinati al cibo. “Questo è un appello ad una maggiore solidarietà, e Haiti ne ha bisogno”, ha detto Richardson, sottolineando che il Paese “sta attraversando uno dei momenti più critici della sua storia recente”, a causa delle bande armate che terrorizzano la popolazione. L’anno scorso, le Nazioni Unite avevano chiesto 720 milioni di dollari per le loro operazioni ricevendone però meno della metà. Richardson ha spiegato che la “dotazione finanziaria” di quest’anno è inferiore, anche se i bisogni sono maggiori, poiché gli operatori umanitari hanno cercato di essere più mirati nel loro approccio, e hanno imparato come far funzionare meglio la macchina degli aiuti e hanno stabilito un’ottima cooperazione con le organizzazioni locali.

La missione Onu ad Haiti

Il 2 ottobre 2023 il consiglio di sicurezza dell’Onu aveva approvato una missione internazionale a supporto del governo Haitiano. Il Kenya si era assunto la responsabilità di guidare la missione sul terreno contribuendo con 1000 elementi, anche se il dispiegamento è stato poi bloccato da un tribunale di Nairobi. Dopo varie difficoltà, la settimana scorsa, a margine del G20 dei ministri degli Esteri a Rio de Janeiro, un gruppo di 10 Paesi ha preso impegni per un finanziamento di 120milioni di dollari alla missione, che tuttavia ancora non ha raggiunto il Paese. In settimana, il primo ministro haitiano, Ariel Henry, sarà in Kenya per discutere la missione.

La situazione dei bambini

I bambini costituiscono la maggior parte della popolazione bisognosa, circa 3 milioni. L’escalation delle violenze sta seriamente compromettendo il loro accesso all’istruzione, senza contare che molti di questi facevano affidamento sul sostegno dell’alimentazione scolastica e si trovano così privati anche di questo apporto alimentare. “Ad un certo punto abbiamo avuto 1.000 scuole non aperte durante il mese di gennaio, e questo significa molto per i bambini e per una generazione che ha già visto gli impatti sulla loro istruzione”, ha detto la coordinatrice Onu durante l’intervista.

La responsabile AVSI Haiti Flavia Maurello

La fondazione volontari per il servizio internazionale ASVI, è presente ad Haiti dal 1999 e si occupa soprattutto di assistenza ai più vulnerabili, sia nella capitale che nelle zone rurali. La situazione ad Haiti è preoccupante, sottolinea Flavia Maurello, responsabile dell’organizzazione, di stanza nello Stato dei Caraibi. “L’instabilità politica nel Paese aumenta i disordini sociali e la proliferazione del fenomeno delle bande armate, che controllano intere zone della capitale, l’accesso al porto e il passaggio alla frontiera”. Attualmente ad Haiti vi è di fatto un vuoto istituzionale, le cariche sono illegittime e non c’è la possibilità di indire nuove elezioni.

Ascolta l'intervista a Flavia Maurello

Questa situazione crea una paralisi nel governo del Paese. Le principali vittime della condizione in cui versa Haiti sono i bambini e le donne incinte.” Ci sono interi mesi in cui i bambini non vanno a scuola, e questo incide sullo sviluppo del Paese”, afferma Maurello. Ci sono poi le donne incinte che non riescono ad accedere agli ospedali, molte di loro arrivano al nono mese di gravidanza senza aver mai incontrato un medico. La situazione sanitaria è anch’essa disastrosa. “La non cura dei politici ha reso ingestibile la situazione”, spiega Flavia Maurello, ”nei quartieri dove si lavora non vi è più la pulizia dei canali, vi sono cumuli di spazzatura alti come montagne, case completamente allagate, e questo ha portato al ritorno dell’epidemia di colera”.

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29 febbraio 2024, 14:29