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Fiori d’Azzurro per i bimbi maltrattati

Parte oggi la Campagna di Telefono Azzurro per riaccendere una luce sulle violenze ai danni di bambini e adolescenti. Fino a domani in 1700 piazze italiane si può contribuire per sostenere gli interventi a favore di chi è più vulnerabile.

Benedetta Capelli – Città del Vaticano

I numeri delle violenze sui minori sono inquietanti. Telefono Azzurro, da 30 anni dalla parte dei bambini, rende noto che il 60% dei maltrattamenti fisici e psicologici avviene all’interno della famiglia. Altro ambito problematico resta la scuola, cresce infatti il numero di casi di bullismo e cyberbullismo.

In piazza per i bambini

Per continuare a sostenere il suo impegno, oggi e domani in 1.700 piazze italiane è possibile aderire all’iniziativa “Fiori d’Azzurro”. Secondo l’esperienza della linea di ascolto 1.96.96, Telefono Azzurro riceve in media 233 segnalazioni al mese, di queste quasi il 60% è rappresentato da denunce di situazioni di difficoltà all'interno della famiglia.

La  violenza non conosce differenze

“E’ un fenomeno trasversale – afferma  Annarita Lissoni, referente Linee di Ascolto Telefono Azzurro – non ci sono differente di regione, né di classe sociale. Solo nel 2017 abbiamo registrato 2.800 nuovi casi, il 22% dei quali riguardano violenze di tipo fisico, la più denunciata, cui segue l’abuso psicologico che interessa un bambino o un adolescente su 5”.

Il bullismo a scuola e sul web

La nuova emergenza – aggiunge la referente – si chiama bullismo e cyberbullismo. Secondo un’indagine condotta da Telefono Azzurro con Doxa Kids su un campione di studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, è emerso che il 35% degli intervistati ha subito atti di bullismo e il 68% dei casi è avvenuto a scuola. “I ragazzi non denunciano per vergogna, per paura di ritorsioni – afferma Annarita Lissoni – ma noi vogliamo dire loro che parlare è il primo passo per uscire dalla vessazione e dalla depressione che questi episodi generano, che garantiamo l’anonimato”.  Il 31% delle vittime tende a tacere, il  23% non lo ha mai detto a nessuno, neanche al miglior amico. Solo il 23%ha chiesto l’aiuto dei genitori.

Dopo l’ascolto l’aiuto

“Appena ci rendiamo conto della situazione di violenza reale e quindi del pericolo per chi ci ha chiamato interveniamo per tutelare il diritto al benessere di ogni bambino o ragazzo. Inoltre – spiega la referente di Telefono Azzurro – attiviamo anche la rete di assistenti sociali presenti sul territorio. Ovviamente dipende dal tipo di abuso che si denuncia”. “Il nostro ascolto, in 30 anni, ha cambiato pelle, oggi abbiamo dato vita a nuovi canali: non solo la linea telefonica ma anche la chat dove possiamo intercettare i segnali di disagio”.

Ascolta l'intervista ad Annarita Lissoni

 

14 aprile 2018, 07:20