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Conflitto in Yemen Conflitto in Yemen 

Yemen. Allarme delle Ong: 8 milioni a rischio fame

Save the Children chiede lo sblocco incondizionato dei porti per consentire l’arrivo delle derrate alimentari. L’Unicef denuncia le condizioni degradate in cui vivono 3 milioni di bambini nati durante il conflitto

Marco Guerra – Città del Vaticano

In Yemen si acuisce l’emergenza umanitaria provocata dalla guerra civile iniziata nel marzo del 2015. Circa otto milioni di persone, su una popolazione complessiva di oltre 27 milioni di abitanti,  rischiano di morire di fame. Lo denunciano in una nota Save the Children e altre 16 organizzazioni umanitarie operanti nel Paese della penisola arabica, che chiedono urgentemente la riapertura completa e incondizionata del porto di Hudaydah per consentire l'ingresso ininterrotto di cibo e carburante nel Paese.

"La concessione per un periodo di trenta giorni della distribuzione di beni commerciali - scrive Save the Children nel suo comunicato - ha soltanto attutito brevemente gli effetti del blocco prolungato sui porti yemeniti nel Mar Rosso". "Trenta giorni - continua l'Ong - rappresentano un periodo insufficiente per fermare e invertire i danni arrecati al mercato alimentare in Yemen a novembre e a dicembre scorsi".

Rapporto Unicef: 3 milioni di bambini nati durante la guerra

Oggi è stato diffuso anche il rapporto dell’Unicef sulle condizioni dei minori nelle Yemen e sui 3 milioni di bambini nati durante la guerra. Il documento, Born into War (Nati nella guerra), spiega come i bambini in Yemen siano stati segnati da tre anni di violenze, sfollamenti, malattie, povertà, denutrizione e mancanza di accesso a servizi di base come acqua, assistenza sanitaria e istruzione.

Il testo scatta una dettagliata fotografia del disastro sociale e umanitario provocato dal conflitto, riferendo che oltre 5.000 bambini sono stati uccisi o feriti a causa delle violenze,  una media di cinque bambini ogni giorno da marzo 2015; oltre la metà dei bambini del Paese non hanno accesso ad acqua potabile o servizi igienici adeguati; circa 1,8 milioni di bambini soffrono di malnutrizione acuta e 2 milioni non stanno andando a scuola, di cui quasi 500.000 hanno abbandonato il percorso scolastico dall’inizio del conflitto a marzo 2015. Presente anche la piaga delle “spose bambine”: tre quarti di tutte le ragazze sono sposate prima di compiere 18 anni.

“Un’intera generazione di bambini in Yemen sta crescendo senza conoscere altro che le violenze. I bambini in Yemen stanno subendo le conseguenze devastanti di una guerra che non hanno causato”, ha dichiarato Meritxell Relaño, rappresentante Unicef in Yemen.

Yemen Paese tra i più poveri del mondo

Unicef ricorda che “anche prima dell’escalation del conflitto nel 2015, lo Yemen era il Paese più povero del Medio Oriente e fra i più poveri al mondo”, condizioni che si sono ulteriormente deteriorate con il conflitto interno tra i ribelli sciiti huothi sostenuti dall’Iran e le milizie sunnite fedeli al Presidente Hadi riconosciuto dalla comunità internazionale e appoggiato dalla coalizione araba a guida saudita.

Infine, il rapporto invita tutte le parti in conflitto e coloro che esercitano influenza su di esse a porre come prioritaria la protezione dei bambini, adempiendo ai loro obblighi derivanti dal diritto internazionale umanitario e fornendo accesso sostenibile e incondizionato per portare assistenza a ogni bambino che ne ha bisogno in Yemen. 

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16 gennaio 2018, 17:52